Draghi, il PNRR e McKinsey

di Giampaolo Galli, Inpiù, 8 marzo 2021

Nell’epoca Draghi, tutto è diventato dannatamente serio; vietato dire sciocchezze! Qualcuno non ce la fa più perché non sa più che dire nei talk show. Così, appena c’è uno spiraglio, si lascia andare a un po’ di scanzonata demagogia: forse gli fa bene alla salute, forse pensa che gli porti qualche voto in più.

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Il governo si è rivolto a McKinsey per una consulenza sul PNRR. Apriti cielo! Piovono proteste da tutte le parti: non sia mai, una società privata, una della big della consulenza mondiale, i tecnici che si rivolgono ai tecnici! Dall’estrema destra all’estrema sinistra, la cantilena dei tweet e dei comunicati di agenzia è più o meno lo stesso. Stefano Fassina già urla al Parlamento umiliato e Giorgia Meloni grida allo scandalo perché c’è di mezzo niente meno – udite, udite – che una società privata, anzi – peggio, il peggio del peggio – una multinazionale! Lo Stato non è un’azienda – protesta Tomaso Montanari – e un governo non è un CdA. Diamine, aggiunge: “Siamo cittadini, non consumatori”, una frase che – ci scusi, Tomaso – ci ricorda proprio quella, più famosa, di un noto film con Totò.

In mezzo a tanto rumore per nulla, per fortuna c’è chi prova a dire cose più sensate. Antonio Misiani dice giustamente che se la governance è cambiata rispetto a quanto aveva comunicato Draghi, occorre una nuova comunicazione e una discussione in Parlamento. Il comunicato del Mef dovrebbe aver chiarito tutto: la governance non è cambiata e rimane sotto la guida del MEF in coordinamento con gli altri ministeri competenti. Le polemiche si sono un po’ placate, ma non del tutto. E allora chiediamoci: cosa impedisce che McKinsey fornisca utili suggerimenti a un ministero? E poi, non dovrebbe essere così difficile capire che McKinsey fa di mestiere piani operativi e lo fa per i privati e per le pubbliche amministrazioni in tutto il mondo; né dovrebbe essere difficile capire che in questo mestiere, che è piuttosto complicato, McKinsey è un‘ eccellenza assoluta. Ma forse c’è chi preferisce far finta di non capirlo. Forse il fatto è questo. Nell’epoca Draghi, tutto è diventato dannatamente serio; vietato dire sciocchezze! Qualcuno non ce la fa più perché non sa più che dire nei talk show. Così, appena c’è uno spiraglio, si lascia andare a un po’ di scanzonata demagogia: forse gli fa bene alla salute, forse pensa che gli porti qualche voto in più.

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