Archivi categoria: Uscire dall’euro? Un suicidio

E’ sconcertante la superficialità con cui si discute di un’eventuale uscita dall’Euro. Chi la auspica o crede alle favole oppure non ragiona nell’interesse dei nostri cittadini. Uscire dall’euro significa caos economico e finanziario, fallimenti a catena, sofferenze sociali senza precedenti, austerità estrema, disoccupazione di massa e distruzione del risparmio. Abbiamo pochi mesi per convincere i tanti che credono a cattivi maestri e pifferai magici.

Dialogo fra Salvatore Borghi e Helmut Bossi. Se avesse ragione Borghi, la Lega non avrebbe avuto ragione di esistere.

Se avesse ragione Claudio Borghi, le Lega Nord non avrebbe mai avuto ragione di esistere. Le sue bizzarre teorie “sovraniste” sono infatti la negazione della ragione sociale della Lega, nel senso che negano in radice ogni validità logica a tutto ciò che la Lega, quando era ancora Lega Nord, sosteneva a proposito delle Regioni del Sud, alle quali si dovevano imporre i costi standard (ricordate?) perché i contribuenti della Padania erano stufi di pagare il conto. Continua a leggere

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Il governo deve convincere i mercati che farà “whatever it takes” per rimanere nell’euro, con Lorenzo Codogno, Il Sole 24 Ore, 19 giugno 2018

A parte il Ministro Tria, sembra che il governo non si preoccupi particolarmente dello spread di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, il quale oscilla ormai da molti giorni attorno a 230-270 punti base. Continua a leggere

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Italexit is not a Solution for Italy’s Problems – con Lorenzo Codogno, The European Financial Review, 15 maggio 2017

Beppe Grillo’s Five Star Movement riding high in the polls in Italy has led to speculation over the prospect of the country leaving the euro. Lorenzo Codogno and Giampaolo Galli argue that an “Italexit” would be a catastrophic scenario, with incommensurable economic, social, and political costs lasting for many years. They note that redenomination, and a likely default on debt obligations, would not be a solution to the problem of a high public debt and would produce significant financial and economic instability. A far better and less costly solution would be to address Italy’s underlying problems, allowing the country to survive and thrive within the euro by enhancing potential growth and economic resilience.

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Bisogna migliorare l’architettura dell’Europa, Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2017, di Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli

Uscire dall’euro sarebbe un disastro, ma non difendiamo lo status quo

di Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli

Caro Direttore,

Concordiamo con quanto scritto da Franco Debenedetti sul Sole 24Ore del 19 aprile nell’ambito dell’ #eurodibattito: non si può separare, come ha proposto di fare Luigi Zingales, la discussione sui costi/benefici  dell’euro a regime da quella sui costi della transizione, nonché da un discorso più ampio di natura politica e prospettica.
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Referendum sull’euro: M5S più che estremisti, ciarlatani, di Walter Münchau, Sole 24 Ore, 11 aprile 2017

Immaginatevi una lista di buoni propositi per il nuovo anno come questa:

1) non mangiare più cioccolata;
2) divorziare.
La trovereste assurda, giustamente. Se aveste veramente intenzione di divorziare, non lo appuntereste di certo in una lista. E anche se foste così pedanti, non mettereste il divorzio al secondo posto. Continua a leggere

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Munchau e Krugman: “L’uscita dall’euro sarebbe un disastro”, Keynesblog  14 aprile 2017

Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali francesi, nelle quali potrebbe prevalere la candidata del Fronte Nazionale Marine Le Pen, chi negli anni passati non aveva nascosto le proprie antipatie per la moneta unica europea, magari fino al punto da auspicarne la fine, incomincia a ripensarci. I riposizionamenti sono ormai all’ordine del giorno. Continua a leggere

Per Francia o Italia l’uscita dall’euro sarebbe un trauma, Wolfgang Münchau, Financial Times , 9 april 2017

Imagine a New Year’s resolution list that reads as follows: First, give up chocolate; second, get divorced. You would rightly say this is absurd. If you are serious about divorce, you would not put it on a list. If you were pedantic enough to do this, divorce would not be item number two. But that is precisely how the populists in France and in Italy have cast their policies on the euro. Continua a leggere