Archivi tag: europa

Ads

Ciampi, quanto manca all’Italia il suo slancio europeista, FIRSTonline, 11 aprile 2018, di Giampaolo Galli

Di straordinaria attualità il volume presentato a Roma con tutti gli interventi di Carlo Azeglio Ciampi alle assemblee dell’Abi: colpiscono la chiarezza e la determinazione dell’ex Governatore e Capo dello Stato per portare l’Italia al livello dei Paesi più avanzati – La importanza dell’euro e le deleterie nostalgie di chi oggi vagheggia il ritorno al passato di un Paese fragile Continua a leggere

Ads

L’economia migliora, ma l’Italia rimane il paese con la crescita più bassa. Pil procapite nel 2017 (1995=100).

Come mostra la tabella qui sotto, l’Italia è il paese con la crescita più bassa fra tutti i paesi OCSE. Cresceva meno degli altri prima della crisi; fra il 2008 e il 2013 ha sperimenato una recessione  più lunga e  profonda di quasi tutti gli altri paesi. Grazie a un drappello di imprese esportatrici e anche alle politiche messe in atto in questi anni, nel 2014 l’Italia ha cominciato a riprendersi, ma la crescita rimane di circa un punto al di sotto di quella degli altri paesi dell’Eurozona. Continua a leggere

Ads

Perché il PD deve stare all’opposizione

 

In un tweet del 28 marzo, commentavo un bell’articolo di Claudio Cerasa  (eccolo) che spiegava tutti i motivi per i quali il M5S e la Lega faranno disastri e aggiungevo: “Non vedo perché il PD dovrebbe essere corresponsabile, #senzadime”.  Continua a leggere

Ads
Ads

“Innovare imparando da Berlino” – Giampaolo Galli su Il Sole 24 Ore – 21/01/2015

Gli italiani nutrono sentimenti quanto mai ambivalenti nei confronti della Germania. Da un lato assai spesso additano questo o quell’aspetto della società tedesca come modello da imitare. Dall’altro, imputano alla Germania varie colpe, più o meno gravi, specie nella gestione delle politiche economiche, in particolare da quando è scoppiata la crisi dei debiti sovrani all’interno dell’Eurozona. Continua a leggere

Ads

“Così si può tornare a fare impresa” Giampaolo Galli su Europa – 16/10/2014

C’è un clima di grande soddisfazione nel mondo delle imprese che giustifica appieno la frase di Giorgio Squinzi sul sogno che si avvera. Per la prima volta da che si ricordi un governo annuncia provvedimenti che superano le aspettative più ottimiste degli imprenditori. Nessuno si sarebbe aspettato l’abolizione, o comunque la radicale riforma dell’art. 18, l’azzeramento della componente lavoro dell’Irap e dei contributi per i nuovi assunti.  Continua a leggere

“Smettiamo di scaricare tutti i nostri problemi sull’Europa” – Giampaolo Galli su Europa 03/05/2014

Non stupisce che una parte rilevante dello schieramento politico, a destra e nel M5S, sia esplicitamente anti europeo o anti euro. La novità di questa campagna elettorale è che, almeno sino ad oggi, ha sostanzialmente sposato la retorica euroscettica anche una parte del Partito democratico, che pure ha una solida tradizione europeista e tuttora racconta se stesso come il baluardo dell’Europa in Italia in opposizione ai populismi nazionalisti della destra e del M5S. Continua a leggere

“Il tempo determinato non è un tabù” Giampaolo Galli su Europa – 22/03/2014

Non è la grande riforma del mercato del lavoro, le cui prospettive sono affidate a una legge delega, ma è sicuramente una radicale semplificazione. Il decreto Renzi-Poletti prende il toro per le corna con straordinaria energia e affronta i problemi che possono essere risolti subito; quelli che in tempi rapidi possono avere effetti positivi sull’occupazione in un momento tanto grave per la vita di milioni di famiglie. Continua a leggere

Giampaolo Galli ospite a tg La7 Night Desk – 14/11/2013

Giampaolo Galli ed Elisabetta Gardini ospiti  di Edgardo Gullotta a Night Desk, il programma di informazione serale di La7 con analisi e approfondimenti, rubriche e rassegna stampa per un dibattito sull’attualità politica e sociale.

Molti i temi affrontati e fra questi: le stime trimestrali sul PIL, i conti dell’Inps e le pensioni,  la situazione dell’area Euro e le critiche alla moneta unica, l’instabilità della situazione politica nazionale e dei mercati finanziari internazionali.

Per rivedere la puntata clicca qui

Intervento nella discussione della “Manovrina” (dl 120/2013 – Misure urgenti di riequilibrio della finanza pubblica nonché in materia di immigrazione) – 14/11/2013

Signor Presidente, colleghi, il provvedimento che oggi esaminiamo si propone di correggere il disavanzo per il 2013 di 1,6 miliardi di euro, ossia lo 0,1 per cento del PIL, dal 3,1 al 3 per cento. Dal punto di vista macroeconomico, ossia degli effetti sui moltiplicatori del PIL e dell’occupazione, stiamo parlando di una quantità che non esito a definire non rilevante anche se, come nella discussione tutti i colleghi hanno detto, ci possono essere rilevanti effetti su singoli comparti dell’economia e della società italiana. Continua a leggere

“I nostalgici della frustata del Cav” – L’analisi di Giampaolo Galli su l’Unità – 17/10/2013

La legge di stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri delinea un orientamento abbastanza chiaro della politica economica per i prossimi tre anni. Il cuore della manovra è rappresentato da riduzioni graduali di spesa pubblica, in modo da consentire un alleggerimento della pressione fiscale su imprese e lavoro. Continua a leggere

Giampaolo Galli ospite a tg La7 Night Desk – 13/09/2013

Giampaolo Galli e Oscar Giannino ospiti a Night Desk, il programma di informazione serale di La7 condotto da Flavia Fratello.

I temi affrontati: il sequestro del patrimonio del gruppo Riva e la continuità aziendale dell’Ilva, la ripresa economica e la stabilità del governo Letta, il futuro di Silvio Berlusconi e il voto sulla sua decadenza, la situazione in Siria e l’intervento degli Stati Uniti.

Per rivedere la puntata clicca qui

“Per tagliare il cuneo fiscale si può sacrificare la cancellazione della seconda rata Imu” – Intervista a Giampaolo Galli su l’Huffington Post – 09/09/2013

Il blocco dell’aumento dell’Iva? “A rischio”. Il taglio del cuneo fiscale: “Auspicabile, anche a costo di sacrificare la cancellazione della seconda rata dell’Imu”. Giampaolo Galli, deputato Pd ed ex Direttore generale di Confindustria, di fronte al quotidiano susseguirsi di promesse di imminenti riduzioni di tasse cerca di riportare un po’ di ordine. “Dobbiamo essere consapevoli che tra Imu, Iva, Irap e cuneo fiscale non si può fare tutto”. Continua a leggere

Galli: “La crescita intelligente è la nostra sfida” – L’Unità – 11/01/2013

L’Unità

11.01.2013

La crescita intelligente è la nostra sfida

Intervento Giampaolo Galli

Con l’intervento di Jean-Claude Juncker, l’Europa, attraverso uno dei suoi esponenti più autorevoli, ha messo il lavoro al centro dell’agenda politica. Non si tratta di una novità assoluta, ma l’enfasi, maggiore del solito, è sicuramente benvenuta ed è giustificata da due circostanze. La prima è che la disoccupazione continua a salire econtinua a s sta ormai raggiungendo livelli preoccupanti. Nell’eurozona i senza lavoro sono l’11,8% delle forze di lavoro, che corrisponde a quasi diciannove milioni di persone. Nei Paesi più colpiti dalla crisi finanziaria, la situazione è gravissima. Grecia e Spagna stanno al 26%, il Portogallo al 16%, l’Irlanda al 14,6%. L’Italia con l’11,1% sta un po’ meglio della media, ma occorre tenere conto che sulla media pesano molto le situazioni assolutamente patologiche di pochi Paesi. In realtà quasi tutti i Paesi dell’Eurozona hanno tassi di disoccupazione più bassi del nostro. La seconda circostanza, che consente di guardare con più attenzione al tema del lavoro, è che la crisi finanziaria preoccupa un po’ meno di qualche mese fa. È forse prematuro dire che sia superata, i rischi sono sempre in agguato, ma certo oggi ben pochi si chiedono ciò che tutti si chiedevano con angoscia fino a poco tempo fa: se l’Euro fosse destinato a sopravvivere. Oggi pensiamo che l’euro sia destinato a durare e ciò grazie al ripensamento che ha avuto luogo in Germania – ad esempio riguardo al salvataggio, tardivo, della Grecia o alla supervisione bancaria comune – e alle scelte che della Bce. Tali cambiamenti non sarebbero stati possibili senza le politiche che sono state attuate nei Paesi in crisi, in primis in Italia. Vale la pena di ripeterlo all’inizio di una campagna elettorale in cui sembrano prevalere gli slogan dell’ultima ora e qualcuno sembra dimenticarsi le ragioni che hanno portato, non un secolo fa ma tredici mesi fa, al varo del governo Monti. Senza il governo Monti e la sua capacità di dialogare con la Germania e con l’Europa, oggi ci preoccuperemmo di come salvare l’Italia e i risparmi degli italiani. Il lavoro mancherebbe lo stesso, perché lo spread prosciuga il credito bancario per imprese e famiglie, ma, in Italia e in Europa, non avremmo la possibilità di discuterne seriamente. La strategia da tempo proposta dalla Commissione Europea, detta «Europa 2020», rimane un punto di riferimento per le politiche a sostegno della competitività delle imprese e dell’occupazione. Nelle sue linee di fondo tale strategia si propone di produrre una crescita che sia «intelligente», ossia basata su un forte investimento in istruzione, ricerca e innovazione; «sostenibile», grazie ad una graduale riconversione verso un’economia a basso contenuto di carbonio; «inclusiva», ossia capace di contrastare emarginazione e povertà. In breve un’Europa più competitiva, ma anche più giusta, più innovativa e rispettosa dell’ambiente. Tutti questi aspetti si tengono. Il punto chiave è che non si riescono a fare le politiche per la competitività delle imprese, se esse non sono percepite dalle persone come parte di una strategia volta a risolvere con equità i problemi di tutti. In Italia abbiamo problemi aggiuntivi o peculiari, almeno nell’intensità, rispetto alla generalità degli altri Paesi europei, che hanno fatto sì che da vari lustri da noi ci sia il più basso tasso di crescita in Europa e uno dei più bassi al mondo. I problemi sono stati dunque aggravati dalla crisi, ma preesistono a essa. Abbiamo poca ricerca, nel pubblico e nel privato, anche se non mancano aree di eccellenza, abbiamo una pressione fiscale fra le più alte, abbiamo una burocrazia inefficiente, spesso a causa di norme confuse, che scoraggia gli investimenti e la voglia di fare impresa. Abbiamo un tasso di infedeltà fiscale che ha pochi eguali in Europa, il che è inaccettabile anche dal punto di vista strettamente economico perché chi evade sottrae risorse preziose alla collettività e distorce il mercato con una concorrenza sleale che frustra gli sforzi di innovazione degli imprenditori migliori. Corruzione e criminalità sono fenomeni diffusi: anch’essi producono gravissime distorsioni del mercato e della concorrenza e portano a un’allocazione delle risorse inefficiente. Dell’insieme di questi problemi, complessi e radicati nella nostra storia, ci dobbiamo occupare se vogliamo seriamente affrontare il problema della bassa crescita e della mancanza di lavoro.