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“Per tagliare il cuneo fiscale si può sacrificare la cancellazione della seconda rata Imu” – Intervista a Giampaolo Galli su l’Huffington Post – 09/09/2013

Il blocco dell’aumento dell’Iva? “A rischio”. Il taglio del cuneo fiscale: “Auspicabile, anche a costo di sacrificare la cancellazione della seconda rata dell’Imu”. Giampaolo Galli, deputato Pd ed ex Direttore generale di Confindustria, di fronte al quotidiano susseguirsi di promesse di imminenti riduzioni di tasse cerca di riportare un po’ di ordine. “Dobbiamo essere consapevoli che tra Imu, Iva, Irap e cuneo fiscale non si può fare tutto”. Continua a leggere

Sindacati e imprese sfidano il governo, ma anche il PD – Giampaolo Galli su l’Unità – 05/09/2013

Il  documento firmato a Genova da sindacati e Confindustria  ripete concetti detti e ridetti tante volte. Ma ripetere le cose ovvie è utile, anzi necessario, nei momenti in cui le cose ovvie sembrano dimenticate. Ed è un bene che le dicano insieme imprese e sindacati. Non era scontato che riuscissero a farlo. Continua a leggere

“Via l’Imu, ma la Service tax è anche sugli immobili” Giampaolo Galli su Europa – 30/08/2013

Il governo Letta non morirà sull’Imu. Questa è la buona notizia, perché il Paese non può permettersi una crisi di governo. Le incognite rimangono, ma questa era la principale, per via delle promesse elettorali sconsiderate del Pdl e, in misura maggiore o minore, di tutti gli altri partiti. Continua a leggere

Galli: “Accuse generiche che non aiutano a ragionare” Il Messaggero – 18/01/2013

Il Messaggero

18.01.2013

Galli: “Accuse generiche che non aiutano a ragionare”

Intervista a Gian Paolo Galli di Barbara Corrao

 

«Mi pare normale che l’opinione pubblica si interroghi sul destino di 5.500 persone, e di altrettanti lavoratori dell’indotto. Succede in tutti i Paesi del mondo quando si verifica un evento così importante come la sospensione dell’attività produttiva in uno dei più importanti gruppi industriali nazionali».

Giampaolo Galli, economista ed ex direttore generale di Confindustria arruolato da Pierluigi Bersani nelle liste del Pd, rispedisce al mittente, cioè a Sergio Marchionne, le accuse di dichiarazioni oscene.

 

«Politici osceni» è l’accusa del numero uno del Lingotto. Si ritrova nell’identíkit? 

«È un’affermazione forte e non credo che aiuti a ragionare. Si tratta di una generalizzazione poco comprensibile: non tutti i politici hanno parlato e chi lo ha fatto ha manifestato opinioni di segno diverso. Di sicuro, non mi pare un’accusa che possa essere rivolta ai vertici del Pd».

 

Forse è rivolta a Mario Monti che ha assicurato di verificare «con grande attenzione» la richiesta di cassa integrazione su Melfi? 

«Sinceramente penso che la dichiarazione del premier Monti sia moderata ed equilibrata e che in nessun modo possa meritare una replica così pesante. D’altra parte, la crisi riguarda tantissime aziende e i fondi a disposizione sono limitati per problemi di bilancio pubblico: dobbiamo essere certi che vengano utilizzati al meglio e per tutte le categorie di imprese in difficoltà, dalle piccole alle medie o alle grandi dimensioni».

 

Il governo Monti non è riuscito o non ha potuto accogliere tutte le richieste delle imprese, a cominciare dalla riduzione del cuneo fiscale. Quali priorità ha messo nella sua agenda? 

«C’è ancora molto da semplificare nelle procedure amministrative e molto da fare nella ricerca e innovazione, l’accesso al credito, l’internazionalizzazione e soprattutto nei pagamenti della pubblica amministrazione».

 

E il fisco? 

«Nel fisco la priorità è la riduzione del cuneo, cioè la differenza tra il costo del lavoro per l’impresa e la busta paga percepita dal lavoratore. Dato che abbiamo anche altre riduzioni fiscali utili o necessarie, come per esempio quella dell’Imu sulla prima casa per le persone in difficoltà, la prima cosa da fare sarà verificare lo stato del bilancio pubblico appena avremo i dati del consuntivo 2012. E poi vedere di mettere in fila le priorità. Bisognerà considerare anche le spese necessarie come quelle per gli ammortizzatori in deroga».

 

A proposito, è d’accordo con Bersani che teme di trovare «polvere sotto il tappeto»? 

«Certamente. Credo ci sia un concreto rischio che il bilancio sia un po’ peggiore dell’obiettivo già nel 2012 e che nel 2013 non raggiunga, a politiche invariate, il pareggio strutturale di bilancio che invece si vorrebbe».