L’Italia soffre di scarsa crescita, non di diseguaglianza crescente, Il Foglio, 16 maggio 2018

E’ una certezza granitica e, come tale, ripetuta tutti giorni dai media, che da gran tempo in Italia, come e più che negli altri paesi, si stia  allargando la forbice fra i ricchi che diventano sempre più ricchi e i poveri che diventano sempre più poveri. E che dunque vi sia un serio allarme disuguaglianze sociali.  Continua a leggere

I 5S Carla Ruocco e Nicola Morra difendono tutti i vizi della vecchia Italia che speravamo di esserci lasciati alle spalle per sempre: svalutazioni, inflazione, indicizzazioni, disavanzi pubblici. Con Lorenzo Codogno, Il Sole 24 Ore, 15 magggio 2018

L’articolo sul Sole dell’11 maggio del senatore Nicola Morra e della deputata Carla Ruocco, due parlamentari di riferimento per il Movimento 5 Stelle, offre l’occasione per una riflessione sulle idee che stanno maturando tra le forze impegnate nella formazione del nuovo governo, al di là delle dichiarazioni ufficiali. Continua a leggere

La povertà si combatte con più produttività, con Lorenzo Codogno, Il Sole 24 Ore, 03.05.2017

   Quali sono i problemi di diseguaglianza in Italia? E’ in aumento o in diminuzione? Queste domande toccano la vita delle persone e determinano anche le loro scelte politiche.

Le analisi di alcuni economisti della Banca d’Italia (Luigi Cannari e Giovanni D’Alessio, Brandolini et al.) confermano ciò che la Banca d’Italia ha da tempo affermato nelle sue pubblicazioni ufficiali , e cioè che nella recessione del 2008-2014 non sono peggiorate né la distribuzione del reddito né quella della ricchezza, a differenza di ciò che accadde nella recessione dei primi anni novanta che seguì la svalutazione del cambio del 1992. Continua a leggere

Populism and the broken engine of the Italian economy, LSE Europp, 20 aprile 2018, with Lorenzo Codogno

In Italy, the temptation to go back in time, or shut the door to Europe and globalisation is strong, especially after a quarter of a century of poor economic performance, argue Lorenzo Codogno and Giampaolo Galli. Anti-establishment parties, which gained an outright majority in Parliament in the country’s recent elections, blame the past reform process, together with the threats arising from globalisation, European integration and immigration, instead of arguing for an even bolder reform agenda.

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L’Italia della decrescita infelice e la politica ignara: due grafici che spiegano tutto.

L’Italia sa cos’è la decrescita,  sa che è tremendamente infelice ed è  causa di grandi probemi sociali, ma la politica non se ne accorge e parla d’altro. Un  rimbrotto a Andrea Orlando e perché non possiamo fare un governo con il M5S.  

Il grafico qui sotto mostra il Pil pro capite nel 2017 (fatto 100 il 1995) dei paesi dell’UE e degli altri principali paesi OCSE, per un totale di 43 paesi.  L’Italia è di gran lunga il paese con la crescita più bassa: il valore di 106 significa che la crescita cumulata fra il 1995 e 2017 anni è stata solo del 6%. Persino la disgraziatissima Grecia (che sta a 116) ha fatto molto meglio di noi. Segue il Giappone, da tutti considerato il malato del mondo, con un valore di 120.  Il grafico mostra anche che l’Eurozona al netto dell’Italia e l’intera Unione Europea hanno una performance pressoché identica a quella degli Stati Uniti. Il che indica che per quanti problemi abbiano l’Europa e in particolare l’area dell’Euro, il problema dell’Italia è “home made”. Tocca a noi risolverlo. Non ha senso dare la colpa all’euro o all’odiata austeriy.  Meglio di Eurozona e Usa hanno fatto i paesi del ex-est Europa, i nordici e alcuni paesi emergenti.

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