La pace fiscale: la montagna e il topolino, 13 novembre, Inpiù.

La montagna ha partorito il topolino. La pace fiscale partiva dai 1.058 miliardi di crediti accumulati da Equitalia e per la Lega avrebbe dovuto portare nelle casse dello Stato ben 60 miliardi in due anni. A conti fatti, secondo la relazione tecnica al decreto fiscale, l’incasso per lo Stato sarà di soli 2,9 miliardi da oggi al 2021. Continua a leggere

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Cosa succede se usciamo dall’euro; Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli nel volume a cura di Carlo Stagnaro, IBL libri, 2018.

Se qualcuno ancora avesse l’idea che il conflitto con la UE può essere risolto con l’uscita dall’euro… guardate qui cosa prevedeva il famoso e famigerato piano B.

Il mio intervento al convegno organizzato da REL,  Fondazione Liberal e Lib Net, Roma, 8 novembre 2018. Cliccare qui:      Euro exit web 20191108

 

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Non toccate il risparmio degli italiani, Inpiù, 29-10-2018

C’era da aspettarselo. Dopo tante chiacchiere sul fatto che il debito pubblico dell’Italia è solido perché c’è tanto risparmio privato accumulato e dopo la martellante richiesta di uno scudo di ultima istanza da parte della Bce, un economista della Bundesbank, Karsten Wendorff, ha fatto due più due e ha proposto che lo scudo anti-spread se lo facciano gli italiani con un prestito forzoso commisurato al loro patrimonio. Continua a leggere

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La Russia non ci aiuterà a finanziare il debito pubblico, Formiche 28 ottobre 2018

È difficile che i russi possano mettere risorse significative in un Paese, l’Italia, che non è considerato totalmente sicuro dal punto di vista dei mercati. Per quanto possa avere interesse a indebolire l’Ue, è difficile che voglia fare un’azione che l’Europa considererebbe ostile

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La Commissione boccia la manovra: cosa succede ora? di Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli, 23 ottobre 2018

La Commissione Europea oggi ha rigettato la manovra di finanza pubblica per il 2019, chiedendone una revisione. Quali sono i prossimi passi?

Il governo italiano ha tre settimane per presentare una manovra alternativa. Nel caso questo non accadesse, la Commissione potrebbe proporre l’inizio di una procedura per deficit eccessivo, anche se i tempi non sarebbero brevissimi.[1] Continua a leggere

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COMMENTO ALLA NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DEF 2018; Osservatorio CPI: una manovra che aumenta i rischi per l’Italia

🔹 Nella Nota di Aggiornamento al DEF si prevede che il tasso di crescita del Pil aumenti dall’1,2 per cento stimato per il 2018 all’1,5 nel 2019. Ciò avverrebbe in virtù di una politica di sostegno della domanda che si traduce in un aumento del deficit dall’1,8 per cento del Pil stimato per il 2018 al 2,4 nel 2019. Si tratta di un obiettivo difficile da raggiungere (anche se non impossibile), alla luce del rallentamento in atto nell’economia internazionale, che è anche più marcato nell’economia italiana. Occorre tenere conto che sul comportamento delle imprese e dei consumatori italiani pesano in negativo quegli stessi fattori di incertezza che hanno portato all’aumento dello spread che si è registrato sino ad oggi. La stima per il Pil appare dunque scontare la rapida eliminazione di quei fattori di incertezza e un calo dello spread (vedi sotto). Continua a leggere

I troppi “se” che pesano sulla sostenibilità del debito, Il Sole 24Ore, 03-10-2018, con Lorenzo Codogno

L’intervista al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria pubblicata sabato da questo giornale è servita a chiarire alcuni aspetti cruciali della logica sottostante la manovra proposta dal governo. La domanda che ci si pone è se sia stata sufficiente a dissipare i dubbi sulla sostenibilità del debito pubblico italiano, quei dubbi che fanno sì che lo spread sia tanto elevato. Continua a leggere