Debito pubblico, revisionismi e convenienze politiche, Sole 24 Ore, 10 febbraio 2018

Incolpare Deutsche Bank per la crisi del 2011 serve solo a camuffare le nostre fragilità, 

Banche, complotti e alibi zoppi

 di Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli

Napoleone diceva che “la storia è un insieme di menzogne concordate”. La diffusa sottovalutazione del problema del debito pubblico in questa campagna elettorale dipende in qualche misura da una narrazione addomesticata della crisi del 2011, da cui discende una memoria distorta, ma molto diffusa di quei fatti gravissimi. Continua a leggere

I dazi? Una politica che danneggia l’export italiano, 29 gennaio, In Cammino

“Se divento premier metto i dazi come Trump”. Assieme a Putin e al leader nazionalista ungherese Orban, nel Pantheon di Salvini non poteva mancare Donald Trump, con la sua batteria di proposte ultra-protezioniste, alcune già attuate e altre minacciate, che stanno generando preoccupazione in tutto il mondo. Continua a leggere

Lezioni per le politiche di bilancio – con Lorenzo Codogno, il Sole 24 Ore, 19 gennaio 2017

La crisi economico-finanziaria ha intaccato la credibilità dei cosiddetti ‘esperti’ economici, anche in materia di politiche di bilancio. Eppure, c’è molto da imparare, non solo dalla teoria economica, ma anche dalle analisi empiriche e dall’esperienza accumulata negli anni.  L’occasione per fare il punto ci è stata offerta da un nostro lavoro pubblicato sulla rinnovata rivista Economia Italiana (on line su economiaitaliana.org) che verrà presentato il 22 gennaio alla Luiss.

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Il reddito di cittadinanza del M5S? Distruggerebbe il lavoro – con Yoram Gutgeld, Democratica, 18 gennaio 2017

Per capire cosa non va nel reddito di cittadinanza (RdC) proposto dal Movimento 5 Stelle e come esso distruggerebbe il lavoro nel nostro paese basta guardare la tabella in pagina. Vi sono riportate le somme che verrebbero erogate a famiglie con diversa composizione in base al ddl 1148/2013 del M5S. Ad esempio, una famiglia con 2 adulti e due ragazzi sopra i 14 anni avrebbe diritto ad un reddito di 2.030 euro netti al mese. Continua a leggere

Can fiscal discipline be counterproductive? – con Lorenzo Codogno, paper su “Economia Italiana”, numero 1-2-3/2017.

Sintesi
L’esperienza della Grande Recessione ha indotto alcuni a sostenere che la disciplina di bilancio può essere controproducente nel senso che può peggiorare, anziché migliorare, le prospettive per i conti pubblici. Continua a leggere

Non ignorare il debito, Flat tax fuori dal mondo – intervista a il Sole 24 Ore, 3 gennaio 2018

«Questa campagna elettorale è partita male. La politica deve fare proposte compatibili con il debito pubblico altissimo dell’Italia: non servono manovre draconiane, ma dobbiamo assumere un impegno ad accrescere l’avanzo primario fino al 3-4% per arrivare al pareggio di bilancio con gradualità ma anche con un percorso certo». Giampaolo Galli (Pd) apprezza gli inviti a una campagna elettorale fondata su proposte realistiche. Continua a leggere

Un nome fuori dalle “relazioni” che può garantire autorevolezza – con Lorenzo Codogno, il Sole 24 Ore, 27 dicembre 2017

La scelta di Mario Nava per la presidenza della Consob è eccellente. È un economista di indiscussa preparazione ed esperienza, soprattutto sui mercati finanziari e sulle banche, in un mondo in cui spesso l’approccio giuridico prevale su quello economico. Con l’unione bancaria e il cantiere aperto dell’unione del mercato dei capitali potrà dare un importante contributo sui tavoli europei. Continua a leggere

Web Tax: una risposta a Massimo Mucchetti

Sul Foglio di oggi il senatore Massimo Mucchetti risponde agli articoli di ieri di Raffaello Lupi, Alfredo Macchiati e Giampaolo Galli, tutti molto critici nei confronti della cosiddetta webtax che è stata approvata in Commissione Bilancio al Senato su impulso dello stesso Mucchetti.
Le considerazioni di Mucchetti ci consentono di fare qualche passo avanti nel ragionamento. Vediamo dunque le questioni principali, per cercare di capire, non certo per fare polemica.

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La webtax colpisce le PMI italiane e cristallizza le posizioni dominanti di giganti come Google e Amazon – il Foglio, 28 novembre 2017

La montagna ha partorito un topolino mezzo morto. Ci avevano detto che i giganti del web sottraggono miliardi di euro al fisco italiano e minano le basi del welfare e della convivenza sociale. Non hanno colpito aziende come Google, Amazon e Apple che già hanno o avranno a breve una stabile organizzazione in Italia, ma hanno partorito un dazio che graverà sulle Pmi italiane e darà un gettito che, se va bene, a regime secondo le stime ufficiali sarà di 114 milioni (milioni, non miliardi!). Nella sostanza economica infatti, la soluzione approvata al Senato si configura come un dazio all’importazione di determinati servizi digitali e, come tutti i dazi, grava sull’acquirente nazionale, ossia sulle imprese italiane che acquistano quei beni e rischia di generare ritorsioni protezionistiche nei paesi d’origine delle imprese estere che vengono discriminate, in primis gli Stati Uniti.

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Web Tax, perché no: con una tassa sul fatturato si rischia che l’onere ricada sui consumatori — il Corriere della Sera, 20 novembre 2017.

La soluzione alla tassazione delle imprese multinazionali dovrebbe essere trovata a livello internazionale o quantomeno di Unione Europea. Tuttavia, specie nel settore della cosiddetta web economy, il problema della sottrazione di base imponibile e della connessa concorrenza sleale nei confronti delle imprese locali sta assumendo dimensioni tali che è quasi inevitabile che, in mancanza di soluzioni condivise, i singoli stati finiscano per adottare soluzioni nazionali, anche se altamente inefficienti.

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Se le verità nei prospetti accelerano i fallimenti – con Lorenzo Codogno, il Sole 24 Ore, 15 novembre 2017

Mentre i riflettori della commissione d’inchiesta si accendono sul caso Monte Paschi, proviamo a chiederci cosa abbiamo davvero imparato dal caso delle banche Venete. Secondo alcuni sarebbe tutto semplice e chiaro: la Banca d’Italia non avrebbe fornito informazioni essenziali alla Consob il che avrebbe impedito di informare gli ignari risparmiatori del triste destino che li attendeva. Si tratta, a nostro avviso, di una conclusione affrettata.

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Una commissione per guardare avanti – con Lorenzo Codogno, il Sole 24 Ore, 7 novembre 2017

I lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche rischiano di trasformarsi in un inutile esercizio di recriminazione sul passato. Possono invece divenire un’occasione preziosa per mettere a punto una posizione nazionale sull’architettura della vigilanza, che – non va dimenticato – è da vari anni ormai interamente definita da regole europee.

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No a populismi e generalizzazioni nel giudizio su Bankitalia – con Lorenzo Codogno, il Sole 24 Ore, 24 ottobre 2017

In tutti i Paesi, la scelta dei vertici della Banca Centrale spetta al potere politico. Può non piacerci, ma è così ovunque.  Si può, quindi, anzi si deve chiedere alla politica di trattare la questione con particolare attenzione, evitando inutili bagarre e tentazioni lottizzatrici.  Ma non si capisce come si possa sostenere che la politica non debba occuparsi della questione. Negli anni settanta, James Tobin, un grande economista premio Nobel per l’analisi monetaria, diceva di guardare con sospetto al concetto di indipendenza della Banca Centrale, perché – diceva icastico: “Io credo nella democrazia”.

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Manovra fra crescita e aggiustamento: le (troppe) richieste di spesa fatte a Padoan – con Lorenzo Codogno, il Sole 24 Ore, 11 ottobre 2017

Come c’era da aspettarsi, sul Ministro dell’Economia piovono da ogni parte richieste di maggiori spese. Spesso le richieste hanno una loro intrinseca giustificazione, ma non fanno i conti con la realtà della finanza pubblica italiana. L’aggiustamento dei conti che è stato previsto dal governo è il minimo indispensabile nella condizione data. Questo punto è stato ben messo in luce dalla Banca d’Italia nel corso delle audizioni che si sono tenute al Senato il 3 ottobre scorso. Stando alle cifre ufficiali, ossia a quelle contenute nella Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF), il miglioramento del saldo di finanza pubblica previsto per il 2018, pari a 0,5 punti percentuali di Pil – dal 2,1% di quest’anno all’1,6% del 2018 – è interamente dovuto all’evoluzione del ciclo economico e all’ulteriore riduzione della spesa per interessi dovuta alla politica espansiva della BCE.

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La proposta sul default ordinato pericolosa per l’Italia – con Lorenzo Codogno, il Sole 24 Ore, 6 ottobre 2017

L’allarme lanciato su queste colonne da Stefano Micossi e da Carlo Bastasin (il 23 e il 30 settembre, rispettivamente) è del tutto condivisibile. Sul tavolo negoziale europeo sembrano farsi strada due proposte assai azzardate che per l’Italia sarebbero estremamente pericolose.

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Berlino non cambia la politica di bilancio – con Lorenzo Codogno, il Sole 24 Ore, 19 settembre 2017

In Italia, in questo inizio di campagna elettorale, quasi tutte le forze politiche affermano – apparentemente con grande convinzione – che dall’Europa si può ottenere molto di più di quanto non si sia ottenuto sino ad oggi.  È quindi cruciale capire cosa possa effettivamente cambiare e quali aspettative facciano invece parte del regno dei sogni.

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