La quadratura dei conti e lo spread in agguato, con Lorenzo Codogno, Il Sole 24 Ore, 12/08/2018

Scott Fitzgerald disse: “Datemi un eroe, e vi scriverò una tragedia”. I messaggi rassicuranti sulla prossima Legge di Bilancio si susseguono, a partire da quelli del Ministro Tria in una lunga intervista pubblicata su queste colonne, ma vengono continuamente contraddetti dai messaggi di altri esponenti della maggioranza. L’auspicio è che gli sforzi del Ministro non si trasformino in un inutile gesto eroico e in una dramma per gli italiani. Continua a leggere

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Stabilità finanziaria a rischio se dovesse prevalere la linea della spesa in deficit, replica a La Malfa; con Carlo Cottarelli, Corriere della Sera, 7 agosto 2018

L’andamento dei tassi d’interesse sui titoli di Stato negli ultimi mesi mostra che la nostra stabilità finanziaria è a rischio. Questo rischio diventerebbe gravissimo se nella legge di bilancio dovesse prevalere una linea di spesa in deficit, anziché quella più prudente del Ministro Tria. Continua a leggere

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Il miraggio che il debito non conti, con Carlo Cottarelli, 06.08.2018, La Stampa

Agli allarmi degli economisti sui rischi di crisi finanziaria che incombono sull’Italia se si abbandonasse una linea di fermezza circa l’appartenenza all’euro e di prudenza in materia di conti pubblici, alcuni esponenti dell’attuale maggioranza rispondono che la volontà del popolo è sovrana e non può accettare di essere subordinata a volontà terze, men che meno alla volontà dei mercati finanziari. Continua a leggere

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Dialogo fra Salvatore Borghi e Helmut Bossi. Se avesse ragione Borghi, la Lega non avrebbe avuto ragione di esistere.

Se avesse ragione Claudio Borghi, le Lega Nord non avrebbe mai avuto ragione di esistere. Le sue bizzarre teorie “sovraniste” sono infatti la negazione della ragione sociale della Lega, nel senso che negano in radice ogni validità logica a tutto ciò che la Lega, quando era ancora Lega Nord, sosteneva a proposito delle Regioni del Sud, alle quali si dovevano imporre i costi standard (ricordate?) perché i contribuenti della Padania erano stufi di pagare il conto. Continua a leggere

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Trump attacca la Fed. Come in Italia, populisti contro le autorità indipendenti. Inpiù, 23 luglio 2018.

L’attacco alle competenze e alle autorità indipendenti è un tratto comune ai governi populisti. In Italia si attaccano l’Inps, la Ragioneria dello Stato e il Ministero dell’Economia. Negli Stati Uniti, Trump ha attaccato le agenzie di intelligence che hanno indagato Russiagate e ora attacca la Fed sostenendo che gli aumenti dei tassi d’interesse rappresentano un danno per l’economia: “Abbiamo debiti in scadenza e alziamo i tassi. Davvero?”. Continua a leggere

Perchè i conti di Savona non tornano, con Carlo Cottarelli, La Stampa, 20.07.2018

In una serie di interventi in Parlamento e sulla stampa, il Ministro Savona ha chiarito il suo pensiero a tutto campo sulla politica economica. Sintetizzando, e sperando di non far torto al Ministro, l’idea è che l’Italia dovrebbe convincere la Commissione Europea non solo ad accettare, ma addirittura a farsi essa stessa promotrice, “nel reciproco interesse”, di un piano di investimenti pubblici a carico del bilancio italiano che dovrebbe essere nell’ordine di 50 miliardi l’anno, ossia il 3 per cento del Pil.  Continua a leggere

Il catalogo del ministro Tria, Inpiù, 17 luglio 2018

Il brutto episodio di domenica in cui Di Maio e Tria hanno scaricato  sull’Inps la responsabilità degli 8.000 disoccupati che sono comparsi nella relazione tecnica del decreto dignità va letto alla luce di due considerazioni. La prima è che in questo modo Tria spera di mettere in sicurezza il Ragioniere dello Stato, di cui il Paese ha assolutamente bisogno. La seconda è che nella maggioranza non sono sfuggite le cose che lo stesso Tria ha detto giovedì scorso a margine della riunione dell’Ecofin.  Se la maggioranza vuole attuare il suo (costosissimo) programma – egli ha affermato – deve essere disposta a mettere in discussione le misure attuate dai precedenti governi. Continua a leggere

Dopo il vertice europeo, il meccanismo di trasmissione delle crisi è sostanzialmente lo stesso del 2011, Il Sole 24Ore, 12 luglio 2018

In mancanza di sostanziali progressi verso l’unione bancaria, il nesso fra rischio sovrano e rischio bancario rimane un serio elemento di preoccupazione. Al vertice del 28-29 giugno, i leader europei hanno licenziato con poche parole il pacchetto sull’Unione Bancaria: in particolare la proposta di un’assicurazione europea sui depositi (EDIS) è rimandata ad una fumosa tabella di marcia da sviluppare in futuro, e subordinata ad una preventiva riduzione dei rischi. Continua a leggere