Varoufakis sull’Euro. Uscire sarebbe un disastro. Da un’intervista del 3-02-2016 a “Rifondazione Comunista”

Sul sito www.rifondazione.it  si trova un’intervista di Yanis Varoufakis che tocca fra gli altri il tema dell’uscita dall’euro.  L’intervista, del 3 febbraio 2016, definisce l’uscita dall’euro come un disastro non solo per la Grecia, ma per tutta l’Europa e anche per l’intera economia mondiale.  Il punto interessante è che questa valutazione viene da un personaggio che, come noto, non ha nessuna simpatia per l’euro e che nella sua esperienza come ministro delle finanze  è arrivato ad un passo dal dover gestire l’uscita del suo paese dalla moneta unica. Riportiamo di seguito la parte dell’intervista relativa all’euro.

Continua a leggere

L’economia del sì – l’impatto del nuovo Titolo V sulle politiche economiche e sociali

L’economia del sì – l’impatto del nuovo Titolo V sulle politiche economiche e sociali è un documento a cura di Irene Tinagli, con i contributi di Carlo dell’AringaGiampaolo GalliPaolo GandolfiFlavia Piccoli NardelliChicco TestaIvan ScalfarottoStefano Quintarelli.

Nel documento vengono trattati, in maniera sintetica, semplice e diretta, gli impatti della riforma del nuovo Titolo V sulla vita economica del Paese. La riforma costituzionale porta con sé una serie di vantaggi economici – spesso indiretti – che sorgono da una ritrovata stabilità, da una capacità di miglior organizzazione nelle scelte strategiche, dalla riduzione di livelli di coordinamento inutili e dannosi, dalla riduzione dei tempi, della burocrazia, e dell’insicurezza degli investimenti.

L’economia del sì  può essere scaricato qui in formato pdf.

Con la riforma ridotti sprechi e duplicazioni del federalismo fiscale – Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2016

Secondo alcuni la riforma costituzionale che verrà sottoposta a referendum annullerebbe i progressi sin qui fatti in materia di federalismo fiscale. Questa tesi è sostenuta dal partito della Lega, ma è fatta propria anche da alcuni studiosi come Franco Gallo che ne ha scritto su questo giornale il 27 giugno scorso.

La visione opposta è quella sostenuta ad esempio da Sabino Cassese, secondo il quale l’intera proposta di riforma del Titolo V altro non fa che prendere atto della giurisprudenza della Corte Costituzionale degli ultimi quindici anni, definendo in modo più ordinato le competenze dei diversi livelli di governo ed evitando ulteriori contenziosi costituzionali che, come noto, nel recente passato hanno comportato ritardi e incertezze nell’attuazione delle norme, con conseguenze negative sui cittadini e sulle imprese. Questa visione appare particolarmente adatta a connotare la riforma nei suoi aspetti finanziari.

Continua a leggere

Cambiare o no l’Italicum? FIRSTONLINE,  4 agosto 2016

Di fronte al rischio di forte instabilità politica dell’Italia indotta da una eventuale vittoria del Movimento 5 Stelle va valutata senza pregiudizi la possibilità di modificare la legge elettorale prima del referendum attenuandone il carattere maggioritario, come inizialmente chiedevano gli  stessi grillini. Bisogna però essere consapevoli che se si cambia l’Italicum diventa inevitabile una coalizione di governo e probabilmente una grande coalizione, con tutti i pericoli che ne conseguono.  

Continua a leggere

Legge elettorale, attenti a non peggiorare – L’Unità, 27 luglio 2016

Cambiare o no l’Italicum? Qualche giorno fa uno stimato dirigente di Sinistra Italiana mi ha amichevolmente apostrofato per dirmi che l’Italicum andrebbe cambiato perché potrebbe consegnare il governo dell’Italia al M5S. Se non si riesce a cambiarlo, l’unica difesa sarà il no al referendum costituzionale, che ripristina il Senato con la sua logica proporzionale.

Continua a leggere

Doppio incarico Minenna: interpellanza urgente alla Camera dei Deputati – 22 luglio 2016

L’interpellanza urgente a prima firma Giampaolo Galli sul doppio incarico dell’assessore al Bilancio di Roma e funzionario Consob Marcello Minenna.

Segue la risposta del sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta e la replica dell’on. Galli.

Di seguito l’intero testo dell’interpellanza:

Continua a leggere

Proposte di Sibilia M5S per combattere il terrorismo: contro la Nato, Obama e EU pro Putin

Perché si sappia: proposte di Carlo Sibilia del M5S per combattere il terrorismo: contro la Nato, Europa, Obama e pro Putin

Estratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati del 19 luglio 2016.

Discussione del disegno di legge: Norme per il contrasto al terrorismo

On. Carlo Sibilia (Movimento 5 Stelle)

… Altra cosa che proponevamo – 28 gennaio 2016 – la modifica della partecipazione alla NATO, perché oggi quella che era una alleanza di pace è diventata un’alleanza di guerra, dove c’è oggi la NATO c’è la guerra, c’è la proliferazione terroristica, vi ricordo che la Turchia è un Paese NATO ! Allora noi cosa stiamo cercando di realizzare ? Vogliamo dare supporto ad un Governo come quello di Erdogan, come quello della Turchia, che tiene sotto scacco l’intera Europa perché ha fatto un accordo con la Merkel per la questione degli immigrati, perché è lei che tiene in mano il boccino di chi entra e chi esce in questa Unione europea ? Quando è che decideremo di rivedere questi trattati che inseriscono dei Paesi che sono in palese violazione dei trattati NATO o anche dei trattati europei all’interno la nostra Unione ? Il 28 gennaio 2016 il MoVimento già li metteva in discussione e da allora abbiamo realizzato dei convegni per capire come modificare la nostra partecipazione alla NATO, eppure nulla è stato realizzato.

Tutti, tutte le forze politiche avevano detto che avrebbero modificato il Regolamento di Dublino 3, quello che purtroppo impone che, quando un immigrato o una persona che scappa dal proprio Paese viene qui in Italia, viene identificata nei nostri centri di accoglienza che spesso esplodono e non riescono ad accogliere tutta la mole di persone che approdano sulla nostra penisola, ebbene, la modifica del Dublino 3 l’abbiamo chiesta in tutte le salse e non si è mosso nessuno, nonostante la situazione internazionale sia precipitata e abbiamo dimostrato che molto spesso alcune persone che realizzano questi attentati anche in Francia sono persone che vengono prima addestrate ai confini con la Turchia e poi viene dato loro il pass per ritornare nel proprio Paese d’origine, che magari è la Francia, dove realizzano questi attentati. Parole già espresse nel gennaio 2016 !
Proposta ulteriore: quella di vedere la Russia come un player importante, come un alleato al quale non dover infliggere delle sanzioni perché ce lo dice il Presidente Obama o la comunità internazionale.

Doppio incarico per il neoassessore al bilancio di Roma? – ANSA

Roma: Galli, assessore Minenna non intende lasciare Consob? (ANSA) – ROMA, 8 LUG

“Corrisponde al vero che il neo assessore al Bilancio della giunta di Roma, Marcello Minenna intende mantenere la funzione a tempo pieno e lo stipendio come dirigente della Consob?”. Lo chiede il deputato del Pd Giampaolo Galli, che annuncia un’interrogazione parlamentare sul tema. “Non si tratta – spiega – di una questione da poco. Mi domando, prima di tutto, se sia lecito sommare due incarichi del genere all’interno della pubblica amministrazione e anche se sia possibile svolgerli in modo contemporaneo al meglio, considerato il grande impegno che essi presuppongono. In piu’, l’assessorato al Bilancio assegnato a Minenna comprende le deleghe alle Partecipate. Tra queste, ci sono anche societa’, come Acea, quotate in Borsa e quindi soggette al controllo della Consob. La scelta di Minenna, al tempo stesso controllato e controllore, finirebbe quindi per determinare una macroscopica situazione di conflitto di interessi”. (ANSA)

Intervento per “Brexit, un seminario on line” – LeoniBlog, 6 luglio 2016

Il Regno Unito non ha conosciuto nessuno dei mali che vengono spesso attribuiti all’Europa. Non fa parte dell’Euro e ha attuato una politica monetaria molto espansiva ben prima che lo facesse la BCE, non ha mai avuto l’austerity, ha fatto le riforme strutturali ai tempi della Sig.ra Thatcher, molti anni prima che diventassero patrimonio comune dell’Unione Europea. Checché ne dica Paul Krugman, in Inghilterra l’austerity non c’è mai stata: la politica di bilancio del Regno Unito è stata pressoché identica a quella degli Stati Uniti.

Continua a leggere

Usare gli scenari con prudenza non è una colpa – con Carlo dell’Aringa, il Sole 24 Ore, 22 giugno 2016

Alcuni chiedono le dimissioni di Giuseppe Vegas per non aver tutelato i risparmiatori dai fallimenti che hanno coinvolto numerosi istituti di credito. Ma non è detto che sia una colpa trattare con molta cautela i cosiddetti “scenari probabilistici” sugli andamenti dei mercati finanziari. Gli addetti ai lavori hanno il dovere di riconoscere i limiti della propria disciplina; altrimenti può accadere ciò che accadde dopo il terremoto dell’Aquila alla Commissione Grandi Rischi e al suo presidente Enzo Boschi che furono addirittura condannati a sei anni per non aver messo in guardia la popolazione rispetto ai rischi che incombevano. Solo nel 2014, dopo anni di ostracismo, in appello si arrivò a stabilire ciò che era ovvio sin dall’inizio e cioè che nessuno è in grado di prevedere i terremoti.

Continua a leggere

La piazza vuole la testa di Vegas ma gli scenari probabilistici… non sono la verità assoluta – FIRSTonline, 14 giugno 2016

È lecito attaccare il presidente della Consob ma prima bisogna accertarne accuratamente le possibili responsabilità rispetto ai risparmiatori, sapendo che al momento non esiste alcun modello scientifico su cui l’Autorità possa fare affidamento per mettere in guardia chi investe.

Continua a leggere

Corruzione: difficile misurarla ma l’Italia è meno corrotta di quanto si pensa – con Antonio Misiani, FIRSTonline, 3 giugno 2016

La corruzione fra percezione e realtà: una risposta alle osservazioni critiche della tesi controcorrente da noi sostenuta secondo cui “gli italiani sono comparativamente meno corrotti di quanto si percepiscano” – Le ricerche del professor Picci dell’Università di Bologna – Al crescere del Pil la corruzione tende a diminuire: Italia al 19simo posto su 152 dei Paesi meno corrotti.

 

Continua a leggere

In Italia la corruzione vera è molto più bassa di quella percepita – con Antonio Misiani, FIRSTonline, 30 maggio 2016

Secondo l’Eurobarometro la stima delle vittime vere della corruzione colloca l’Italia al 2%, a fianco di Paesi come la Francia, la Spagna e l’Olanda e meglio di Irlanda e Austria – La vera realtà della corruzione nel nostro Paese è molto meno deprimente di quella diffusa dai media.

Continua a leggere

Corruzione: quegli indici poco credibili che penalizzano l’Italia – Il Sole 24 Ore, 25 maggio 2016

Nei giorni scorsi dal summit G-20 di Londra è venuto un forte appello a combattere la corruzione a livello globale. In Italia possiamo affrontare con successo questa sfida, anche perché non partiamo da zero come invece sembrerebbero suggerire alcuni degli indici comparativi più noti. Ad esempio, secondo il Corruption Perceptions Index 2015 di Transparency International, l’Italia si collocherebbe al sessantunesimo posto su 167 paesi, dietro nazioni come Emirati Arabi, Bhutan, Botswana, Rwanda, Namibia, Georgia, Arabia Saudita, Ungheria, Ghana, Romania. Continua a leggere

Contro la corruzione meno burocrazia – FIRSTonline,11 maggio 2016

Le classifiche internazionali sulla corruzione si basano sulla “corruzione percepita”, che riflette valutazioni soggettive ma che non è la “corruzione reale”, sulla quale purtroppo mancano dati attendibili, come evidenzia una recente ricerca della Banca d’Italia – Per contrastare la corruzione non servono però nuove norme e nuovi controlli ma una buona riforma della Pa e lo snellimento della burocrazia Continua a leggere

Meno instabilità e decisioni più veloci – Il Sole 24 Ore, 3 maggio 2016

Sarebbe bene che sul prossimo referendum costituzionale si esprimessero non solo gli studiosi del diritto, ma anche gli economisti, le parti sociali e, più in generale, le persone sensibili ai temi dell’economia e delle imprese. Queste ultime, pur fra ampie divergenze, in generale convergono nel ritenere che la malattia dell’economia italiana è antica, grave e tale da richiedere decisioni difficili che nel passato non si è riusciti a prendere. Chi ha questa sensibilità può pensare che la riforma costituzionale approvata dal Parlamento abbia limiti anche importanti, ma tende a riconoscere che – in combinato disposto con l’Italicum – va nella direzione di superare la strutturale instabilità dei governi e con essa la difficoltà di assumere decisioni che sono invece assolutamente necessarie.

Continua a leggere

Debito pubblico, alla larga dalla ristrutturazione: sarebbe una sciagura – FIRSTonline.info, 1 maggio 2016

Da qualche tempo si parla con troppa leggerezza di una “ristrutturazione ordinata” del nostro debito pubblico ma senza considerare che essa richiederebbe un prelievo sugli italiani tale da far fallire banche e imprese e da impoverire all’improvviso milioni di famiglie: sarebbe uno scenario inedito e gravissimo, molto peggiore dell’odiata austerità – Altro che “Colosseo vendesi”

Continua a leggere