Regole di bilancio fra credibilità e inutilità

Il dibattito sulla revisione del Patto di Stabilità

di Giampaolo Galli, 9 febbraio 2022, Inpiù.

Ha ragione Paolo Gentiloni a dire che una regola per essere rispettata deve essere credibile. Fino ad ora, in materia di bilanci pubblici, abbiamo avuto regole europee poco credibili e dunque anche poco rispettate. Sarebbe bene però chiarire fin da subito una cosa che è implicita nelle parole di Gentiloni, quando egli dice che l’idea che un Paese possa accumulare debito a prescindere non può essere accettata. La credibilità ha due facce. Da un lato, la regola deve essere credibile rispetto alle possibilità di uno Stato di mettere in atto politiche di risanamento senza produrre danni all’economia. Dall’altro, la regola deve essere credibile per i mercati. Una regola troppo lasca lascia gli Stati in balia dei mercati e viene meno alla sua ragion d’essere; una regola ben congegnata dovrebbe infatti imporre agli Stati una disciplina che sia al tempo stesso meno tardiva e meno virulenta di quella, spesso ondivaga e imprevedibile, dei mercati. Dovrebbe dunque aiutare a prevenire le crisi, dando tempo agli Stati di fare i necessari aggiustamenti ben prima che si scateni la furia dei mercati. Forse ci sbagliamo, ma abbiamo l’impressione che alcune delle proposte che circolano, specialmente in Italia, tengano conto solo della prima faccia della medaglia. Se così fosse, si tratterebbe di regole inutili.

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