Archivi categoria: Articoli e interviste

Lo Stato si accolla i debiti di Comuni e Province: pro e contro di un’operazione complessa

di Giampaolo Galli e Giulio Gottardo[1], Ocpi, 30 gennaio 2021

Qui il link al sito di Repubblica.

Il 19 gennaio 2020 è stato emanato un Dpcm per dare attuazione ad una norma del 2019 che consente ai Comuni e alle Province di richiedere allo Stato di accollarsi i propri debiti. In questo modo lo Stato potrà ristrutturare e rinegoziare il debito, arrivando a ridurre la loro spesa per interessi.

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Nuovo Recovery plan, cosa prevede la bozza rilasciata dal governo.

Guida ragionata alla nuova bozza.

di Giampaolo Galli, Il Riformista, 26 gennaio 2021.

Qui il link a “Il Riformista”.

La bozza del Recovery Plan approvata il 12 gennaio dal Consiglio dei ministri presenta alcuni miglioramenti, ma anche dei passi indietro. Nelle prima bozza la riforma della PA si riduceva quasi solo alla digitalizzazione e a nuove assunzioni, mentre ora si dice esplicitamente che occorre introdurre un “nuovo sistema di misurazione e valutazione delle performance – anche attraverso il potenziamento della citizen satisfaction…”.

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Le prime decisioni di Biden per gli Usa e il “Milleproroghe” infinito dell’Italia

Negli Stati Uniti Biden inizia di gran carriera la sua amministrazione, mentre in Italia l’ennesimo decreto Milleproroghe è ormai l’alfa e l’omega di tutte le nostre stranezze. Ne discutono gli economisti Carlo CottarelliGiampaolo Galli e Alessandro De Nicola in una nuova puntata di Economia in quark.

Qui il link al sito de “La Stampa” 16 gennaio 2021

BONUS E INCENTIVI: NON TUTTO È DA BUTTARE

Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e digitalizzazione occorre orientare anche gli investimenti privati

di Giampaolo Galli, Inpiù, 22 gennaio 2021

I bonus sono caduti in disgrazia, ma forse l’annuncio della loro morte è prematuro e non del tutto giustificato. Persino Conte, in uno dei suoi interventi sulla fiducia, ha detto che bisogna superare la “cultura dei bonus”. Ma intanto il governo ha chiesto uno scostamento di 32 miliardi, allo scopo di dare dei bonus, che – si spera – dovrebbero andare a chi ha davvero sofferto per le conseguenze economiche del Covid.

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Il nuovo Recovery Plan: più enfasi sulle disuguaglianze e meno sulla crescita, più investimenti e meno incentivi

Ocpi (1), 14 gennaio 2021

La bozza del Piano nazionale per l’utilizzo dei fondi del NextGenerationEU approvata il 12 gennaio dal Consiglio dei Ministri è molto più dettagliata di quella che era circolata a dicembre, in quanto contiene le somme destinate ad ogni progetto. D’altra parte, la nuova bozza non dice nulla sulla governance del piano, che dunque rimane una questione aperta.

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IL NUOVO PNRR: NOVITÀ CHE NON AIUTANO LA CRESCITA

di Giampaolo Galli, Inpiù, 12 gennaio 2021

E’ auspicabile che la nuova bozza del PNRR venga approvata stasera dal Consiglio dei Ministri anche se lascia in sospeso la controversa questione della governance e introduce due cambiamenti di fondo che non giovano all’efficacia del piano. Il primo è che perde importanza la questione del ritorno alla crescita dopo un quarto di secolo di stagnazione; diventano invece centrali le questioni delle disuguaglianze di genere, di età e territoriali. Le parole “giovane o giovanile” compaiono 100 volte nella nuova bozza, a fronte di 29 volte nella precedente; le parole “Sud o Mezzogiorno” compaiono 142 volte, a fronte di 44; le parole “donne o donna” compaiono 43 volte, contro 25. Per contro diminuisce la frequenza della parola “produttività” che passa da 18 a 12 citazioni. La filosofia sottostante è che la mancata crescita è il risultato delle diseguaglianze e non viceversa.

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Recovery plan, niente panico ma fare in fretta. Intervista di Gianluca Zapponini a Giampaolo Galli, Formiche, 11 gennaio 2021

L’economista dell’Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica: niente panico ma il tempo stringe e il piano va approvato il prima possibile. Mi preoccupa l’assenza di governance ma più di tutto la mancanza di progetti reali. Impossibile immaginare una ripresa dell’economia senza prima abbattere il virus. L’assalto al Congresso? Una lezione per l’Europa: da oggi in poi dovrà farcela con le sue gambe.

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