Il MES è uno strumento di solidarietà fra paesi dell’Eurozona. La campagna #stopMES è una sciocchezza demagogica

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Dato che sta partendo  una sciocca e demagogica campagna #stopMES, riporto di seguito alcuni brani della mia audizione alla Camera (6 novembre 2019) in cui argomento che il MES, pur  avendo dei limiti, è un’istituzione preziosa, in cui si manifesta un notevole livello di solidarietà dei paesi più forti, in primis la Germania, nei confronti dei paesi finanziariamente più esposti alle crisi, a cominciare dall’Italia. 

“Il MES è una istituzione preziosa perché ha dato un contributo decisivo per risolvere le crisi di paesi che avevano perso l’accesso al mercato. Di fatto, il MES è l’istituzione che svolge la funzione di “lending of last resort” nell’Unione Monetaria. Il solo fatto che esista è un fattore che tranquillizza i mercati e rende meno probabile il ripetersi di situazioni di crisi. In sostanza, il MES è un’assicurazione che noi paghiamo, come tutti gli altri, e che non solo ci protegge in caso di crisi, ma anche riduce la probabilità che la crisi si verifichino. Il fatto che finora l’Italia non ne abbia fatto uso non significa che l’assicurazione sia inutile; significa solo che, per fortuna o per merito, non abbiamo avuto sinistri.

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Il MES rappresenta una notevole manifestazione di solidarietà dei paesi più solidi dell’Eurozona, a cominciare dalla Germania che è il suo principale contribuente, nei confronti dei paesi più fragili, tra cui il nostro. La solidarietà si manifesta in particolare nel fatto che, a differenza di ciò che succede con una normale assicurazione, i contributi al capitale del MES (80 miliardi di euro versati, su 704 autorizzati e attivabili con breve preavviso in caso di necessità) non sono commisurati alla rischiosità di ogni assicurato, ma dipendono esclusivamente dalle dimensioni del paese in termini di Pil e popolazione. Per questo motivo, la Germania contribuisce con la quota più elevata (pari al 26,9%), anche se la sua rischiosità, misurata dagli spread o dai CDS è la più bassa dell’eurozona. L’Italia contribuisce con una quota del 17,8% che corrisponde a 14 miliardi di capitale versato e 125 miliardi di capitale autorizzato.

Questi contributi sono  svincolati dal rischio. E’ infatti del tutto improbabile che la Germania possa mai avere bisogno del MES. Se anche scoppia una crisi bancaria, la Germania, avendo un debito sotto il 60 per cento, se la cava da sé. Mettetevi nei panni dell’elettore medio tedesco: perché mai dovrebbe mettere tutti quei soldi in un’istituzione di cui la Germania non avrà quasi mai bisogno e di cui forse invece possono avere bisogno paesi cosiddetti della periferia? Quindi non ci sbagliamo: il MES è uno strumento di solidarietà, pur con i limiti di cui ho detto.

Per capire l’importanza del MES, va infine considerato che i prestiti del MES sono la porta di accesso alle OMT (Outright Monetary Transactions) della Banca Centrale Europea, quelle operazioni che furono lanciate nell’agosto del 2012 e che, assieme alle frasi di Mario Draghi circa la determinazione di difendere l’euro ad ogni costo (“whatever it takes”), ebbero un forte effetto calmieratore sui mercati. In linea di principio, le operazioni OMT sono di ammontare illimitato”.

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