Basteranno le decisioni di ieri per evitare la procedura? di Giampaolo Galli, Inpiù, 02/07/2019

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Basteranno le decisioni del Consiglio dei Ministri di ieri ad evitare la procedura d’infrazione a carico dell’Italia? Qualche dubbio è legittimo. La cosa più evidente che manca è una valutazione di come si potrà affrontare la manovra 2020. Nulla si dice su come si potrà evitare l’aumento dell’Iva e su come si potranno finanziare la flat tax e le cosiddette spese indifferibili, per un totale di circa 40 miliardi. Ma anche i conti 2019 traballano. La mancanza più evidente sono le privatizzazioni che erano state messe a bilancio per ben18 miliardi; anche di queste non si sa più nulla ed è significativo che non ne faccia cenno il comunicato del Mef successivo al Consiglio dei Ministri che pure su molte altre poste fornisce informazioni di notevole dettaglio. L’unico punto a favore del governo è che non sembra impossibile che l’indebitamento netto di quest’anno sia inferiore alle previsioni del Def del maggio scorso di 7,6 miliardi e che quindi il deficit si fermi al 2%, anziché al 2,4% che era la previsione di maggio.

Secondo il governo, il merito sarebbe principalmente di maggiori entrate rispetto alle previsioni per 6,2 miliardi, di cui 2,7 sono extra tributarie (principalmente maggiori dividenti incassati) e 3,5 sono maggiori entrate tributarie e contributive. Quest’ultima previsione appare piuttosto ottimistica, alla luce dei dati disponibili sul gettito e del non brillante andamento della congiuntura. In compenso però i risparmi da Quota 100 e Reddito di Cittadinanza potrebbero essere maggiori di quelli stimati dal governo: secondo l’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani, si potrebbero risparmiare fino a 3 miliardi, il doppio della cifra che il governo intende accantonare a riduzione del deficit con un apposito decreto legge. Se questo fosse l’intero pacchetto, la Commissione avrebbe forse qualche argomento per non aprire la procedura adesso (perché il 2019 va un po’ meglio di quanto si prevedesse), ma solo in attesa di vedere le carte quando sarà formulata la legge di bilancio. A meno che in privato Conte e Tria non siano riusciti a dare qualche rassicurazione anche sul 2020, il che sembra davvero un po’ improbabile. @giampaologalli

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