Il disarmante candore di Armando Siri, di Giampaolo Galli, Inpiù, 09/04/2019

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“Disarmante candore” sono le uniche parole che vengono alla mente leggendo l’intervista di Armando Siri a Repubblica di ieri. Sembra davvero che il sottosegretario leghista alle Infrastrutture venga da un altro pianeta.“La riforma della flat tax va vista come opportunità di investimento e non come centro di costo”. Caspita! Una gran bella frase che sorvola su ciò che è successo nel mondo con tutte le riforme che hanno ridotto le tasse: hanno in generale – non sempre – migliorato la crescita, ma hanno sempre lasciato un buco nei conti pubblici che noi non possiamo certo permetterci; e che finirebbe per far aumentare lo spread ed avere un effetto recessivo, come è successo nell’autunno scorso col famoso 2,4% urlato dal balcone. E poi: “Abbiamo già vissuto la stagione della politica che non manteneva gli impegni tirando in ballo i problemi di bilancio”. Accipicchia! Ignora il nostro che per decenni quasi nessuno al mondo ha fatto più debiti, per mantenere dissennate promesse elettorali, di quanti ne abbia fatti il nostro disgraziato paese? E ignora che adesso noi stiamo proprio pagando le conseguenze di quelle scelte dissennate?

Per fortuna,veniamo informati che dopo il 26 maggio ci sarà un’Europa che finalmente “metterà al centro i popoli e la crescita autentica e non i numeri”. Perbacco! Ma non vede il nostro i sondaggi che dicono nel prossimo Europarlamento non ci sarà una maggioranza di sovranisti? E quand’anche ci fosse, non vede che sul tema dei conti pubblici i sovranisti degli altri paesi sono più severi dei partiti tradizionali? E, dulcis in fundo, le coperture, questa faccenda noiosa, ragionieristica delle coperture. Come fare? Niente di più facile: con uno straordinario balzo di fantasia, il nostro ci dice che dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare si possono ricavare 400 miliardi. “Cartolarizzazioni, vendite?” chiede l’intervistatore. No – precisa il nostro a scanso di equivoci – non si vende niente, si valorizza. Come se della valorizzazione degli immobili pubblici non si fosse mai sentito parlare. Come se qualcuno potesse dimenticare i tentativi fatti da tutti, ma proprio tutti, i precedenti governi di vendere o valorizzare gli immobili pubblici. Come se le società veicolo – Scip1 che dette un netto ricavo di 1,4 miliardi e Scip2 che chiuse in perdita – inventate da Tremonti, che dopotutto governava con lo stesso partito di Siri, non fossero mai esistite; come se non fossero ancora vive e vegete Invimit Sgr e varie altre istituzioni che hanno come ragione sociale proprio quella di valorizzare il patrimonio pubblico. Si può fare di più e meglio? Può darsi. Ci aspettiamo un’intervista in cui il nostro ci dica come si fa. Lo saprà certamente, dato che egli non viene affatto da Marte, ma, come scrive nella sua biografia, era “amico personale e collaboratore di Bettino Craxi”. @giampaologalli Inpiù, 9 aprile 2019

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