Archivio della categoria: In Parlamento

Intervento in Aula: discussione sul DEF 2017 – 26 aprile 2017

 

GIAMPAOLO GALLI. Grazie Presidente. Come peraltro negli ultimi anni, il DEF si muove lungo un sentiero molto stretto, perché da un lato dobbiamo avviare la riduzione del debito, dall’altro dobbiamo sostenere la crescita. Tuttavia, come ha già fatto notare la relatrice, onorevole Rubinato, e anche i colleghi Dell’Aringa, Covello e Iannuzzi, ci troviamo quest’anno di fronte a qualche opportunità in più in relazione a un quadro internazionale in cui si consolida la crescita, ma anche a nuovi fattori di rischio che derivano dalla fine, attesa per il 2018, della politica molto espansiva della BCE, dal rischio di misure protezionistiche in particolare negli Stati Uniti e da rischi politici, anche in Europa.

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Autorizzazione al governo a emettere debito aggiuntivo fino a 20 miliardi per la tutela del risparmio, 21/12/2016

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di intervenire il relatore per la maggioranza, deputato Giampaolo Galli.

GIAMPAOLO GALLI, Relatore per la maggioranza. Grazie, Presidente.
Il Governo ha presentato alle Camere la Relazione prevista dall’articolo 6 della legge 243 del 2012. Tale norma prevede che, qualora il Governo, al fine di fronteggiare eventi eccezionali, ritenga indispensabile discostarsi temporaneamente dagli obiettivi programmatici di finanza pubblica, presenti alle Camere, per le conseguenti deliberazioni del Parlamento, una relazione con cui aggiorna gli obiettivi programmatici stessi, nonché una specifica richiesta di autorizzazione, che indichi la misura e la durata dello scostamento e definisca un piano di rientro. Continua a leggere

Intervento in Aula sulle mozioni di spending review – 28 settembre 2016

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Giampaolo Galli, che illustrerà anche la mozione Marchi, Tancredi, Librandi, Tabacci, Di Gioia ed altri n. 1–01369 (Vedi All. A) di cui è cofirmatario.

GIAMPAOLO GALLI. Grazie, Presidente. Parto dalla fine: mi fa piacere e fa piacere a tutto il nostro gruppo parlamentare che l’attività di revisione della spesa sia considerata da tutti essenziale per diversi fini: per liberare risorse per la crescita – alcuni dicono attraverso la riduzione delle tasse, altri privilegiano gli investimenti –, per attuare provvedimenti per le fasce più disagiate della popolazione, infine ovviamente per ridurre il debito pubblico.
Noi troviamo utile che ci sia un maggiore coinvolgimento del Parlamento e delle Commissioni competenti nel processo di revisione della spesa, quindi accogliamo questa idea nella nostra mozione, ricordiamo però che non è affatto vero – questo lo contestiamo assolutamente – che le decisioni che sono state prese fino adesso siano state prese senza il coinvolgimento del Parlamento. Questo non vuol dire che non si possa avere un maggiore coinvolgimento, ma tutte le azioni di revisione della spesa sono state attuate con atti normativi, ovviamente approvati dal Parlamento. E nel DEF di quest’anno c’è una sezione dedicata alla revisione della spesa, dove ci sono tutti gli atti normativi che hanno portato alla riduzione al 2016 per 25 miliardi di euro, a fronte dei quali ovviamente ci sono stati anche degli aumenti di spesa, perché il problema è anche riqualificare la spesa – a favore per esempio della scuola, della sicurezza, del welfare e della povertà; perché in alcuni casi si tratta di tagliare, in altri casi invece si tratta di fare delle scelte anche espansive e di sostegno delle fasce più deboli, o di sostegno della crescita.
Abbiamo sentito anche in questa discussione due posizioni: c’è chi ritiene che sia stato fatto troppo in termini di riduzione della spesa – l’abbiamo sentito da Sinistra Italiana – e c’è chi ritiene che sia stato fatto troppo poco. Mi limito a pochi numeri: dal 2013 al 2016 la spesa corrente si è ridotta diell’1,4 per cento del PIL, dal 47,4% al 46%, e questo naturalmente è stato fatto in una situazione in cui il disavanzo pubblico è sceso dal 3% al 2,6% e poi circa al 2,4% o al 2,3% quest’anno, e la pressione fiscale, calcolata opportunamente tenendo conto degli 80 euro, è scesa dal 43,6% del 2013 al 42,7% del 2015 e dovrebbe attestarsi al 42,2% nel 2016.
Nell’ultimo documento di economia e finanza ci sono i dati comparativi dell’Italia rispetto all’Europa e si parte dal 2009 fino al 2015, quindi si prendono in considerazione molti diversi Governi. L’Italia è uno dei Paesi più virtuosi dal punto di vista della spesa. La vulgata secondo cui l’Italia non avrebbe fatto nulla, la vulgata secondo cui si succedono dei commissari e non succede mai niente è sbagliata. Se si considera in particolare la spesa primaria al netto delle prestazioni sociali che seguono la dinamica della demografia, l’Italia ha avuto un incremento zero della spesa in termini nominali. Tutti gli altri Paesi hanno avuto incrementi molto maggiori, la Germania oltre il 20%. Ovviamente per avere queste dinamiche della spesa che sono necessarie per ridurre il disavanzo e sono necessarie per poter ridurre le tasse e per fare spazio per gli investimenti è necessario intervenire, come è stato fatto, su due variabili fondamentali: i redditi da lavoro dipendente e i consumi intermedi, ossia gli acquisti. Se non si fa questo si devono aumentare le tasse – tertium non datur – né è vero che, a proposito di questo Governo, siano stati fatti tagli lineari: sono stati fatti sempre tagli differenziati, molto spesso molto differenziati all’interno delle diverse amministrazioni e anche dei diversi ministeri.
Voglio solo notare, a proposito degli interventi che ho sentito fino adesso, che nella mozione, nell’intervento del MoVimento 5 Stelle si dà molta importanza alla spending review e si fa riferimento ai vari commissari che avrebbero voluto fare di più, si dice soprattutto che il risanamento della finanza pubblica non è più procrastinabile. Accolgo questo con molta soddisfazione, anche alla luce del fatto che nei giorni scorsi sono circolate notizie diverse a proposito delle posizioni del MoVimento 5 Stelle, per esempio quella secondo cui tutte le esigenze possono essere soddisfatte stampando moneta.
Se volete essere credibili, se il MoVimento 5 Stelle, onorevole Cariello, vuole essere credibile parlando di revisione della spesa, deve mettere nel cassetto, deve buttare via posizioni che sono assolutamente incompatibili con questo. Ovviamente, buttate via quelle posizioni secondo le quali basterebbe stampare moneta, non rimane che la via lunga, difficile e faticosa, su cui questo Parlamento è già stato coinvolto – e verrà coinvolto di più, noi crediamo – per individuare sprechi, duplicazioni e funzioni inutili dello Stato e delle amministrazioni pubbliche.

Doppio incarico Minenna: interpellanza urgente alla Camera dei Deputati – 22 luglio 2016

L’interpellanza urgente a prima firma Giampaolo Galli sul doppio incarico dell’assessore al Bilancio di Roma e funzionario Consob Marcello Minenna.

Segue la risposta del sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta e la replica dell’on. Galli.

Di seguito l’intero testo dell’interpellanza:

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La Stabilità 2016 e i rapporti con la Commissione Europea

Nella riunione convocata nella notte di domenica 20 dicembre per l’approvazione della seconda nota di variazione al bilancio, ho espresso il mio rammarico per il fatto che, durante l’iter della legge di stabilità nella Commissione Bilancio della Camera, non fosse stata sollevata la questione dei nostri rapporti con la Commissione Europea. Continua a leggere

Intervento in Aula: discussione sulle linee generali della Legge di Stabilità. Giovedì, 17 dicembre 2015

GIAMPAOLO GALLI. – Grazie Presidente. Rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, a questo punto della discussione vorrei provare a fare qualche considerazione su due tipi di critiche che ci sono giunte su questa legge di stabilità. C’è chi dice che facciamo troppo disavanzo e troppo debito – lo hanno detto l’onorevole Polverini e l’onorevole Milanato – c’è chi dice che ne facciamo invece troppo poco e dovremmo farne di più – lo ha detto l’onorevole Melilla, lo ha detto l’onorevole Cariello lo hanno detto altri.

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Bail in. Mio intervento in Aula e risposte dei deputati M5S. Istruttivo. 26 novembre 2015

Discussione del disegno di legge: S. 2132 – Ratifica ed esecuzione dell’Accordo sul trasferimento e la messa in comune dei contributi al Fondo di risoluzione unico, con Allegati, fatto a Bruxelles il 21 maggio 2014, con processo verbale di rettifica, fatto a Bruxelles il 22 aprile 2015 (approvato dal Senato) (A.C. 3449(ore 17,05).

GIAMPAOLO GALLI. Presidente, colleghi, vorrei solo fare due osservazioni di carattere quasi tecnico su questo articolo. Continua a leggere

Intervento in Aula: rendiconto 2014 e disposizioni per l’assestamento 2015

GIAMPAOLO GALLI: Grazie Presidente. Il giudizio del gruppo del Partito Democratico sui documenti che ci vengono proposti oggi dal Governo, che sono stati or ora esposti dal relatore Melilli, ovvero il rendiconto 2014 e l’assestamento 2015, è un giudizio positivo.

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Il debito pubblico è sostenibile. Bisogna fare le riforme.

Intervento  sul

“Documento di Economia e

Finanza 2015″

 

23 aprile 2015

PRESIDENTE.  È iscritto a parlare il deputato Giampaolo Galli. Ne ha facoltà.

  GIAMPAOLO GALLI. Signora Presidente, il Documento di economia e finanza delinea un sentiero stretto fra esigenze diverse. Da un lato, vi è l’esigenza di rilanciare la crescita in tempi brevi, sfruttando le condizioni favorevoli del quadro internazionale, dall’altro vi è l’esigenza altrettanto cogente di contenere e piegare la dinamica del debito pubblico.

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Giampaolo Galli: intervento in Aula sulla riforma delle banche popolari – 10/3/2015

“Grazie Presidente, io vorrei ricordare come questo articolo risponda ad un appello accorato, direi preoccupato, delle autorità di vigilanza sulla base anche di raccomandazioni che sono già state ricordate del Fondo monetario e della Commissione europea. Il problema nasce da lontano, è da anni che se ne discute ma accelera nel 2013 quando non vengono soddisfatti i requisiti di capitale stabiliti a livello europeo e quindi si stava profilando il rischio che al problema del debito pubblico in Italia si sovrapponesse anche un problema di sostenibilità della situazione delle banche. Continua a leggere

Giampaolo Galli: intervento in commissione Bilancio sulla Disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali (esame Testo unificato C. 750 e abb)

Giampaolo GALLI (PD) osserva che il provvedimento in esame si pone in contrasto con le politiche di liberalizzazione perseguite dall’attuale Governo e presenta profili contrastanti con il diritto dell’Unione europea in materia di concorrenza, prevedendo la predisposizione di accordi territoriali che potrebbero configurarsi quali veri e propri «cartelli» tra imprese, passibili di sanzioni da parte dell’Autorità antitrust. Esprime, inoltre, perplessità in merito alla prevista istituzione, in un momento come quello attuale, nel quale si sta procedendo a consistenti interventi di riduzione della spesa pubblica, del Fondo per il sostegno delle micro, piccole e medie imprese del commercio, che rappresentano un settore con profili di criticità sul piano dell’efficienza economica e della competitività, in ragione dell’incapacità di realizzare economie di scala.

Il sottosegretario Pier Paolo BARETTA, segnalando che il proprio intervento è stato limitato agli aspetti finanziari del provvedimento e non ha riguardato il merito dello stesso, si dichiara disponibile ad un approfondimento degli aspetti sostanziali.

 

Tratto dal bollettino relativo alla seduta della Commissione Bilancio della Camera del 17 settembre 2014.

 

Intervento di Giampaolo Galli durante la discussione delle mozioni concernenti lo scostamento dai parametri europei in materia di deficit pubblico

Intervento di Giampaolo Galli durante la discussione sulle linee generali delle mozioni concernenti lo scostamento dai parametri europei in materia di deficit pubblico:  video dell’intervento.

Leggi le mozioni (Castelli ed altri n. 1-00348, Marcon ed altri n. 1-00362, Guidesi ed altri n. 1-00363 e Giorgia Meloni ed altri n. 1-00372)

Intervento nella discussione delle mozioni sul “fiscal compact” – 15/01/2014

Signor Presidente,

non ho sentito citare il mio nome fra coloro che hanno votato le leggi che ad alcuni sembrano non piacere e, allora, volevo che fosse agli atti che io sono assolutamente orgoglioso di far parte di un gruppo parlamentare che ha votato per il MES, per il fiscal compact e per l’equilibrio di bilancio. Continua a leggere

Intervento nella discussione delle mozioni sulle “pensioni d’oro” – 08/01/2014

Signor Presidente,

onorevoli colleghi,

a partire dal tema delle pensioni d’oro sembra che nel Paese e in qualche misura anche in questa Aula, si sia aperta una sorta di contrapposizione tra giovani e anziani, tra lavoratori e pensionati, una contrapposizione che francamente, a mio avviso, non ha alcuna ragione di essere ma che in qualche misura motiva richieste di tagli non solo alle pensioni più scandalosamente elevate su cui Governo e Parlamento sono già intervenuti nella Legge di stabilità ma anche ad una gran massa delle pensioni in essere. Al riguardo, mi limito a tre brevi osservazioni, interverrà poi per il gruppo del Partito Democratico l’onorevole Damiano a favore, come io sono a favore, della mozione Gnecchi riformulata.

Uno, l’equità fra le generazioni non è funzione solo della variabile pensione; si potrebbe ricordare che coloro che oggi hanno 70, 80, 90 anni e che sono in pensione, hanno fatto la ricostruzione e il boom economico e lasciano in eredità ai giovani, assieme a problemi indubbi, una ricchezza industriale, immobiliare e finanziaria che ha pochi eguali in Europa e anche di questo forse occorrerebbe tenere conto.

Due: è vero, come è stato qui detto da vari oratori, che il ricalcolo con il nuovo sistema contributivo darebbe luogo a valori generalmente più bassi di quelli del sistema retributivo. Ma a coloro che propongono questo ricalcolo mi permetto di suggerire una riflessione: facciamo attenzione (poi lo approfondiremo), perché lo squilibrio è molto elevato per le pensioni medie e medio-basse, diciamo fra 1.500 e 3-4.000 euro, ma si riduce fino tipicamente ad azzerarsi per le pensioni più alte, perché il vecchio sistema retributivo conteneva in sé un forte meccanismo di solidarietà. Per cui il ricalcolo che è stato qui proposto in alcune mozioni rischia in pratica di avere effetti fortemente regressivi dal punto di vista della distribuzione del reddito.

Infine, terzo punto: la solidarietà. Molte critiche si sono levate anche oggi in quest’Aula contro la sentenza della Corte costituzionale del giugno scorso in materia di contributo di solidarietà; qualche mese fa c’è stato anche un simbolico, quanto a mio avviso assolutamente improprio, lancio di monetine sulla piazza del Quirinale contro la Corte costituzionale. Credo che molti abbiano frainteso: quella sentenza non dice affatto che non si deve fare solidarietà. Al contrario: quella sentenza dice che la solidarietà dev’essere a carico di tutti i redditi, quale che ne sia l’origine, pensione, rendite immobiliari, lavoro e così via.

Quella sentenza – e concludo – indica la via maestra da seguire per sviluppare davvero la solidarietà a favore delle persone e dei gruppi sociali più deboli. Mi auguro che il 2014 si apra all’insegna di un maggiore rispetto di quello cui abbiamo assistito nel recente passato fra le generazioni e fra le istituzioni della Repubblica.

Guarda il video dell’intervento

Web tax: ecco l’odg accolto dal governo alla Camera

Oggi, nel corso dell’esame alla Camera della legge di stabilità, gli on.  Lorenza Bonaccorsi,  Paolo Coppola, Marco Causi e Giampaolo Galli hanno presentato un ordine del giorno in materia di web tax . Di seguito il testo.

Ordine del Giorno n. 43 all’ Atto Camera: 1865 – “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014)Continua a leggere

Intervento nella discussione della “Manovrina” (dl 120/2013 – Misure urgenti di riequilibrio della finanza pubblica nonché in materia di immigrazione) – 14/11/2013

Signor Presidente, colleghi, il provvedimento che oggi esaminiamo si propone di correggere il disavanzo per il 2013 di 1,6 miliardi di euro, ossia lo 0,1 per cento del PIL, dal 3,1 al 3 per cento. Dal punto di vista macroeconomico, ossia degli effetti sui moltiplicatori del PIL e dell’occupazione, stiamo parlando di una quantità che non esito a definire non rilevante anche se, come nella discussione tutti i colleghi hanno detto, ci possono essere rilevanti effetti su singoli comparti dell’economia e della società italiana. Continua a leggere

Intervento nella discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri – 25/06/2013

Consiglio europeo del 27 e 28 giugno: tante aspettative di milioni di europei e la richiesta forte del nostro Paese che questa volta si faccia sul serio. Formazione e servizi per l’impiego, youth guarantee, una grande iniziativa sull’apprendistato, tassazione del lavoro e  riduzione della stessa, sono fra i temi di cui si discuterà, anche per merito del Governo italiano.
Risulta necessario accelerare sugli investimenti europei e sui finanziamenti da parte della BEI, mettere in atto misure per contrastare il fenomeno del credit crunch e occorre che la BCE possa acquisire asset-backed securities in favore delle PMI.
In Europa si discute di politiche monetarie più espansive, misure quanto mai necessarie per sostenere la congiuntura. Sull’unione bancaria e il Meccanismo europeo di stabilità sembra di poter dire che un accordo è ancora lontano. Due punti da segnalare: il primo riguarda il limite di 60 miliardi di euro agli interventi di ricapitalizzazione sulle banche; in secondo luogo, appare molto rischioso fissare delle regole per i cosiddetti bail in.
L’obiettivo di isolare le banche dal rischio dei debiti sovrani rimane una questione di assoluta importanza.  L’Italia, dopo notevoli sacrifici, esce dalla procedura di infrazione. La prima delle sei raccomandazioni dell’Unione Europea riguarda il limite del 3% del PIL per il disavanzo del 2013: regola da continuare a rispettare a tutti i costi. Malgrado le manovre di risanamento dei conti pubblici, l’Italia rimane un Paese fragile per via dell’alto debito pubblico e lo spread è nuovamente aumentato.
Si farà l’impossibile per evitare l’aumento dell’IVA: rifiutando meri ultimatum, servono proposte e una comune assunzione di responsabilità.

Testo integrale dell’intervento

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Dichiarazione di voto d.l. sui debiti della Pubblica Amministrazione 05/06/2013

40 miliardi alle imprese: un provvedimento espansivo necessario e urgente, ma perfettibile. La stima del debito ammonta a 90 miliardi e molto ancora c’è da fare per migliorare la contabilità pubblica. Tre i successivi passi a seguito di questo decreto legge: monitorare il flusso dei pagamenti, attuare eventuali provvedimenti correttivi e un prossimo aggiornamento al documento di economia e finanza che riduca la differenza tra gli importi dovuti stimati e quelli effettivamente pagati.

Dichiarazione di voto d.l. debiti PA 5 giugno 2013

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