Archivio della categoria: articoli e interviste

Web tax: la via nazionale alla tassazione delle web companies è ancora molto lontana – con Sergio Boccadutri, FirstOnline, 16 maggio 2017

I due parlamentari del Pd passano ai raggi X il cosiddetto emendamento Boccia alla manovrina di bilancio che è noto come web tax anche se il testo non ne parla esplicitamente – Tutti i pro e i contro della norma in discussione alla Camera
 

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Italexit is not a Solution for Italy’s Problems – con Lorenzo Codogno, The European Financial Review, 15 maggio 2017

Beppe Grillo’s Five Star Movement riding high in the polls in Italy has led to speculation over the prospect of the country leaving the euro. Lorenzo Codogno and Giampaolo Galli argue that an “Italexit” would be a catastrophic scenario, with incommensurable economic, social, and political costs lasting for many years. They note that redenomination, and a likely default on debt obligations, would not be a solution to the problem of a high public debt and would produce significant financial and economic instability. A far better and less costly solution would be to address Italy’s underlying problems, allowing the country to survive and thrive within the euro by enhancing potential growth and economic resilience.

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Intervento in Aula: discussione sul DEF 2017 – 26 aprile 2017

 

GIAMPAOLO GALLI. Grazie Presidente. Come peraltro negli ultimi anni, il DEF si muove lungo un sentiero molto stretto, perché da un lato dobbiamo avviare la riduzione del debito, dall’altro dobbiamo sostenere la crescita. Tuttavia, come ha già fatto notare la relatrice, onorevole Rubinato, e anche i colleghi Dell’Aringa, Covello e Iannuzzi, ci troviamo quest’anno di fronte a qualche opportunità in più in relazione a un quadro internazionale in cui si consolida la crescita, ma anche a nuovi fattori di rischio che derivano dalla fine, attesa per il 2018, della politica molto espansiva della BCE, dal rischio di misure protezionistiche in particolare negli Stati Uniti e da rischi politici, anche in Europa.

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Bisogna migliorare l’architettura dell’Europa, Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2017, di Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli

Uscire dall’euro sarebbe un disastro, ma non difendiamo lo status quo

di Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli

Caro Direttore,

Concordiamo con quanto scritto da Franco Debenedetti sul Sole 24Ore del 19 aprile nell’ambito dell’ #eurodibattito: non si può separare, come ha proposto di fare Luigi Zingales, la discussione sui costi/benefici  dell’euro a regime da quella sui costi della transizione, nonché da un discorso più ampio di natura politica e prospettica.
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Perché la moneta fiscale non è la manna dal cielo – con Lorenzo Codogno, Il Sole 24 Ore, martedì 18 aprile.

Nei dieci punti programmatici di politica estera del Movimento 5 Stelle si parla di introdurre una nuova moneta, parallela all’euro, che viene chiamata moneta fiscale. Anche Berlusconi ha fatto cenno in varie occasioni ad una nozione simile, ricordando le am-lire della sua infanzia, sia pure in termini talmente vaghi che è difficile discuterne.

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Referendum sull’euro: M5S più che estremisti, ciarlatani, di Walter Münchau, Sole 24 Ore, 11 aprile 2017

Immaginatevi una lista di buoni propositi per il nuovo anno come questa:

1) non mangiare più cioccolata;
2) divorziare.
La trovereste assurda, giustamente. Se aveste veramente intenzione di divorziare, non lo appuntereste di certo in una lista. E anche se foste così pedanti, non mettereste il divorzio al secondo posto. Continua a leggere

Def: sulla condizione finanziaria del Paese gravano le mancate riforme – In Cammino, 12 aprile 2017

Il Documento di Economia e Finanza si muove lungo un crinale sottile: da un lato bisogna avviare la riduzione il debito pubblico, dall’altro vanno attuate politiche per dare più vigore alla crescita.

Questo ci impone di continuare con rinnovato vigore lungo la linea che è stata seguita negli ultimi anni e che ha consentito di ridurre gradualmente il disavanzo dal 3% del 2014 al 2,4% nel 2016, creando anche lo spazio, attraverso la spending review (25 miliardi in tre anni) e la lotta all’evasione (19 miliardi nel 2016), per robuste misure a sostegno della crescita.

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Investimenti pubblici fra crescita e vincoli – Il Sole 24 Ore, 11 aprile 2017

Dopo il crollo registrato negli anni della crisi, l’Italia ha un gran bisogno di investimenti pubblici per ammodernare la sua rete di infrastrutture. Questa considerazione induce molti economisti a rilanciare la proposta della cosiddetta “golden rule”, ossia lo scorporo delle spese per investimenti dalle regole europee sui disavanzi pubblici. È questa un’idea con una qualche possibilità di successo? Alla luce del dibattito che si è svolto fino ad oggi, vi sono motivi per dubitarne.

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Munchau e Krugman: “L’uscita dall’euro sarebbe un disastro”, Keynesblog  14 aprile 2017

Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali francesi, nelle quali potrebbe prevalere la candidata del Fronte Nazionale Marine Le Pen, chi negli anni passati non aveva nascosto le proprie antipatie per la moneta unica europea, magari fino al punto da auspicarne la fine, incomincia a ripensarci. I riposizionamenti sono ormai all’ordine del giorno. Continua a leggere

Per Francia o Italia l’uscita dall’euro sarebbe un trauma, Wolfgang Münchau, Financial Times , 9 april 2017

Imagine a New Year’s resolution list that reads as follows: First, give up chocolate; second, get divorced. You would rightly say this is absurd. If you are serious about divorce, you would not put it on a list. If you were pedantic enough to do this, divorce would not be item number two. But that is precisely how the populists in France and in Italy have cast their policies on the euro. Continua a leggere

Interrogazione a prima firma Boccadutri sul caso Minenna

 

Interrogazione a risposta in commissione 5-11018
presentato da BOCCADUTRI Sergio
testo diGiovedì 30 marzo 2017, seduta n. 770
BOCCADUTRI, DELL’ARINGA, ANDREA ROMANO e GIAMPAOLO GALLI. — Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione . — Per sapere – premesso che:
il dottor Marcello Minenna, già assessore al bilancio, al patrimonio e alle partecipate del comune di Roma tra luglio e settembre 2016, è dipendente a tempo pieno della Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob) e ivi dirigente responsabile dell’Ufficio Analisi Quantitative e Innovazione Finanziaria all’interno «Divisione Mercati»; Continua a leggere

Uscire dalla moneta unica vuol dire tagliare i salari – Il Sole 24 Ore, 9 febbraio 2017, di Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli

 Al nostro articolo del 1 marzo scorso su questo giornale (“Non è l’euro il problema dell’Italia”) sono state mosse due osservazioni critiche da parte di persone seriamente interessate al tema. Dato che si tratta di due punti cruciali, proviamo a fornire qualche chiarimento. Continua a leggere

Italexit non risolverebbe nessuno dei problemi dell’Italia – di Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli, 23 febbraio 2017,

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L’Italia di fronte alla sfida dei cambiamenti globali

La crescita dei movimenti populisti e antieuropei non ha risparmiato l’Italia. Quasi tutti
chiedono l’uscita dall’euro, molti chiedono anche l’uscita dall’UE: la seconda è una strada percorribile anche se estremamente complessa, come il Regno Unito sta scoprendo a sue spese in questi mesi. L’uscita dall’unione monetaria creerebbe invece un problema su una scala completamente diversa, con conseguenze negative che si protrarrebbero per molti anni. Inoltre, non risolverebbe i problemi che si vorrebbero risolvere. Trascurando le motivazioni politiche, alcuni commentatori – come gli autori di un recente documento di Mediobanca Securities – sostengono invece che lasciare l’euro sia fattibile e che l’Italia potrebbe perfino trovarsi ad ottenere un piccolo vantaggio di 8 miliardi di euro.[1] Essi forniscono inoltre argomenti tecnici sugli effetti della ridenominazione del debito, sostenendo che tale ridenominazione, se rimandata al futuro, si rivelerebbe troppo costosa e che, quindi, andrebbe adottata il prima possibile. Su questo punto siamo in netto disaccordo.

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Italexit, che boomerang: il debito al 160% del Pil in una notte – FIRSTonline, 16 febbraio 2017

Il report di Mediobanca su Italexit non convince: ecco i veri conti sull’ipotetica uscita dell’Italia dall’euro – La svalutazione del 30% della lira farebbe lievitare il debito pubblico portandolo dall’attuale 133 al 160% del Pil in poche ore e, come avverte Standard and Poor’s, la ridenominazione dei vecchi titoli pubblici sarebbe considerata dai mercati alla stregua di un default.

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