Non ignorare il debito, Flat tax fuori dal mondo – intervista a il Sole 24 Ore, 3 gennaio 2018

«Questa campagna elettorale è partita male. La politica deve fare proposte compatibili con il debito pubblico altissimo dell’Italia: non servono manovre draconiane, ma dobbiamo assumere un impegno ad accrescere l’avanzo primario fino al 3-4% per arrivare al pareggio di bilancio con gradualità ma anche con un percorso certo». Giampaolo Galli (Pd) apprezza gli inviti a una campagna elettorale fondata su proposte realistiche. «Non ci sono – dice – miracoli da fare o bacchette magiche. È giusto ridurre le tasse, ma solo dopo aver ridotto la spesa pubblica e soprattutto l’evasione fiscale».

Spending review molto depotenziata oggi
Non si può fare molto di più di quanto fatto dai governi Renzi e Gentiloni. Ci sono margini per contenere ulteriormente gli sprechi ma ormai abbiamo un livello di spesa fra i più bassi nella Ue e nessuno accetta in Italia o in Europa di ridurre il perimetro del welfare. Dobbiamo anche investire in innovazione tecnologica, per esempio nella sanità per far fronte alle esigenze della popolazione anziana.

Quali riforme realisticamente possiamo ancora fare?
Abbiamo fatto riforme fondamentali come la Fornero e il Jobs act che non vanno assolutamente toccate. Questo è il primo punto. Abbiamo bisogno soprattutto di buona amministrazione e dobbiamo fare scelte forti per i posti chiave dell’amministrazione. La scelta di Nava alla Consob è ottima. La giustizia è un problema, alcuni tribunali funzionano benissimo e dobbiamo portare tutti i tribunali a quel livello.

Servono e sono utili operazioni shock di privatizzazioni per ridurre il debito?
Non sono più possibili. Lo diceva già Padoa Schioppa nel 2007. Penso per altro che là dove volessimo vendere Fs, Poste, altre quote di Enel ed Eni dovremmo prima fare una seria riflessione di politica industriale. Si possono ancora fare operazione di vendita di immobili ma non credo che possano dare risultati maggiori di quelli scritti nei documenti di politica economica.

Che pensa della Flat Tax?
Le proposte delle forze politiche, con aliquote al 15 o al 20%, sono fuori del mondo. L’Istituto Bruno Leoni ha proposto una flat tax al 25% prevedendo però l’abolizione di tutte le fiscal exprenditure. Quindi una proposta credibile si dovrebbe portare dietro abolizione dell’Iva agevolata e degli sgravi fiscali sul mutuo prima casa o sulle spese sanitarie. C’è qualche politico capace di impegnarsi su queste proposte? La flat tax può diventare una proposta utile dopo che avremo drasticamente ridotto la spesa e l’evasione fiscale.

E l’Europa?
All’Europa dobbiamo chiedere di modificare il Fiscal Compact: oggi viene rinviato di anno in anno perché prevede regole che non favoriscono l’aggiustamento dei conti di cui abbiamo bisogno. Aggiustamento graduale e credibile, accompagnato da un impegno chiaro: questo serve per evitare tensioni sui mercati e con i partner Ue.

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