La strada rischiosa del debito pubblico – con Lorenzo Codogno, Il Sole 24 Ore, 2 settembre 2017

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Caro Direttore,

in risposta al commento di Giorgio La Malfa di ieri, confermiamo che la strada di un disavanzo addirittura superiore al 3% per qualche anno ci sembra assolutamente troppo rischiosa. Aiuterebbe forse a sostenere il Pil per qualche tempo, ma peggiorerebbe strutturalmente la prospettiva per i conti pubblici.

L’idea che si possa ridurre il rapporto debito/Pil aumentando, anziché riducendo il disavanzo pubblico è molto diffusa in Italia ed è bene che se ne discuta apertamente. Come abbiamo già più volte argomentato, a nostro avviso, si tratta di un’idea ampiamente sconfessata dalla storia e che non regge sul piano analitico.

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Se fosse vera avremmo trovato una soluzione davvero facile e capace di ottenere il più grande consenso politico, almeno per tutti i paesi che hanno capacità produttiva inutilizzata. Purtroppo, con il nostro debito pubblico e dopo due crisi finanziarie molto serie in un quarto di secolo, le soluzioni facili non esistono.

Aggiungiamo che non ci pare si possa dire che negli ultimi anni una politica di bilancio restrittiva sia stata all’origine dell’aumento del rapporto debito/Pil. E ciò perché, fattualmente, tutte le misure standard per giudicare l’orientamento della politica di bilancio (avanzo primario, saldo strutturale, saldo corretto per il ciclo) suggeriscono che dal 2014 essa non sia stata affatto restrittiva, ma moderatamente espansiva.

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Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli

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