Intervento in Aula sul “DL Mezzogiorno” – 31 luglio 2017

GIAMPAOLO GALLI, Relatore. Grazie, Presidente. Colleghi, il provvedimento in esame reca importanti disposizioni volte a dare ulteriore impulso alla crescita del Mezzogiorno. Esso prevede semplificazioni e procedure più efficienti, istituisce zone economiche speciali, interviene in favore dei giovani imprenditori del territorio, destina risorse per far fronte a situazioni di crisi con politiche di formazione e riqualificazione dei lavoratori. Alcune norme sono rivolte al contrasto della dispersione scolastica e della marginalità sociale. Nel corso dell’esame al Senato è stato fatto un lavoro assai ampio: sono stati esaminati circa 800 emendamenti, un centinaio di emendamenti sia della maggioranza sia anche delle opposizioni sono stati accolti. Mi soffermo di seguito sulle misure più importanti.

L’articolo 1 è denominato “resto al Sud”. Si tratta di un incentivo a fare impresa per i giovani sotto i 35 anni, che è molto forte, molto più forte del vecchio prestito d’onore, che pure aveva dato buoni risultati. La misura del prestito è doppia rispetto al prestito d’onore, fino a 50.000 euro, di questi il 35 per cento a fondo perduto e il resto a tasso zero, con restituzione in otto anni. Di qui al 2020 si prevede di spendere, per questa misura, ben un miliardo e 250 milioni. Si tratta, quindi, di una scommessa molto forte sui giovani del Sud, sulla loro voglia e capacità di mettersi in gioco, anche se non hanno risorse familiari alle spalle.

Con l’articolo 2, sostanzialmente, si estende la misura “resto al Sud” alle imprese agricole.

Con l’articolo 3 si aiutano i giovani a creare imprese agricole, dando loro in concessione o in affitto terreni o aree in stato di abbandono, con l’obiettivo di una loro valorizzazione.

L’articolo 3-bis disciplina i cluster tecnologici nazionali, ossia organizzazioni formate da imprese e centri di ricerca sul modello dei poli di innovazione previsti da un regolamento UE del 2014, e dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno. Lo scopo principale dei clusterè il trasferimento e la diffusione di tecnologia; nei piani di ciascun cluster, formato a livello nazionale, ci sarà una sezione dedicata al trasferimento e alla diffusione di tecnologie nel Mezzogiorno. I cluster sono una misura importante per favorire collaborazioni sovraterritoriali strutturali, non episodiche, fra le imprese e con i sistemi di ricerca pubblica e privata. La creazione di un sistema di cluster tecnologici pone l’Italia all’avanguardia fra i Paesi dell’Unione europea.

Gli articoli 4 e 5 sono forse il perno o comunque uno dei punti centrali del provvedimento: le zone economiche speciali. All’articolo 4 viene definita una zona economica speciale e vengono disciplinate le procedure e le condizioni per l’istituzione. L’idea di cui si è discusso al Senato è che le regioni maggiori ne possano fare due, le altre, anche mettendosi insieme, ne facciano una. Le zone economiche speciali devono essere ancorate ad un sistema portuale e collegate alla rete transeuropea dei trasporti, rete TEN-T, come definito nell’apposito regolamento UE del 2014. Qui la scommessa è di far svolgere al Mezzogiorno il ruolo di piattaforma logistica e industriale del Mediterraneo anche in relazione all’aumento dei traffici reso possibile dal raddoppio del Canale di Suez.

Per le imprese vi sono vari vantaggi in termini di semplificazione e soprattutto vi è una versione rafforzata del credito d’imposta Sud: il limite massimo del credito passa da 15 milioni per le grandi imprese a 50 milioni e l’agevolazione è estesa fino al 2020.

L’articolo 6 semplifica ed accelera le procedure adottate per la realizzazione degli interventi previsti nell’ambito dei Patti per lo sviluppo, che sono gli strumenti di attuazione del Masterplan. Ad oggi, sono stati stipulati patti con ognuna delle otto regioni del Mezzogiorno e con ognuna delle sette aree metropolitane, più Taranto; sono state assegnate risorse per 13,4 miliardi di euro, sono stati avviati 700 cantieri. Ricordo che il totale delle risorse mobilitate è maggiore dei 13,4 miliardi che sono stati fin qui stanziati.

Con l’articolo 7 si dettano disposizioni volte a valorizzare i contratti istituzionali di sviluppo con la finalità di promuovere la realizzazione di interventi di particolare complessità, finanziati a valere sulle risorse nazionali ed europee. Attualmente i CIS sono quattro: Napoli-Bari-Lecce-Taranto, Messina-Catania-Palermo, Salerno-Reggio Calabria, Sassari-Olbia.

L’articolo 8 reca norme di semplificazione in materia di amministrazione straordinaria e gli articoli 9 e 9-bis adeguano le nostre norme a specifiche direttive europee in materia di rifiuti e di riduzione dell’utilizzo delle borse in plastica, che sono un fattore inquinante dei nostri mari e in generale dei bacini idrici.

L’articolo 9-ter reca disposizioni per favorire l’utilizzo delle risorse in materia di protezione civile trasferite alle regioni.

L’articolo 9-sexies interviene sulla questione degli incendi delle aree boschive, tema drammatico in questi giorni, specie in alcune aree del Sud. Si introducono norme volte a prevenire e sanzionare con maggiore incisività chi provoca dolosamente gli incendi. Si prevede, in particolare, che i contratti di compravendita o affitto di aree e immobili situati nelle zone incendiate, stipulati nei due anni successivi al fatto, siano trasmessi al prefetto e al procuratore della Repubblica. Si tratta di una misura dissuasiva rispetto alla pratica diffusa dell’incendio doloso finalizzato a indurre il proprietario alla stipula di contratti sul bene. Peraltro, qualora si accerti che il proprietario del terreno sia stato la vittima del reato di estorsione compiuta con la violenza o la minaccia di incendio, gli si consente di dare una diversa destinazione d’uso ai terreni incendiati, in deroga alla norma generale.

Avviandomi verso le conclusioni, vorrei sottolineare l’importanza di alcune ulteriori previsioni: l’articolo 10, che reca uno stanziamento di 40 milioni per politiche attive dell’ANPAL, volte alla riqualificazione e ricollocazione di lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendale o settoriale nelle regioni del Mezzogiorno.

L’articolo 11 si propone di contrastare la povertà educativa minorile e la dispersione scolastica e consente di attivare, in aree di esclusione sociale, interventi educativi in favore dei minori rivolti a reti di scuole, in convenzione con enti locali, soggetti del terzo settore, CONI ed altri enti sportivi operanti nel territorio interessato.

L’articolo 11-ter recupera risorse per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. L’articolo 11-quater autorizza una spesa di complessivi 330 milioni di euro per interventi in materia di edilizia giudiziaria nelle strutture ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. L’articolo 12 ridefinisce a livello legislativo la disciplina per il calcolo del costo standard per studente universitario sulla cui base è annualmente ripartita una percentuale del Fondo di finanziamento ordinario delle università statali. L’intervento fa seguito ad una recente sentenza della Corte costituzionale. Al Senato è stato trovato un punto di equilibrio fra l’obiettivo fondamentale della promozione del merito e la tutela delle aree svantaggiate.

In particolare, il comma 3 specifica che al costo standard per studente si deve aggiungere un importo perequativo che tenga conto dei contesti economici e territoriali, nonché della capacità contributiva degli studenti fra atenei collocati in contesti territoriali diversi. L’articolo 13 riguarda l’Ilva e l’obiettivo principale è dare certezza circa la destinazione delle risorse confiscate agli ex proprietari o amministratori, tenendo conto che queste somme, ingenti, sono effettivamente rientrate in Italia solo a seguito del patteggiamento recepito con sentenza depositata il 26 maggio scorso. Si tratta di un miliardo di euro destinato alla bonifica del sito di Taranto; altri 90 milioni dovrebbero essere disponibili per le bonifiche degli altri stabilimenti, sempre dell’Ilva.

Lo strumento giuridico utilizzato è quello di un prestito obbligazionario all’Ilva che lo Stato sottoscrive con le risorse confiscate e che si estingue con la realizzazione delle opere di bonifica. L’articolo 14 proroga di tre mesi, dal 30 giugno al 30 settembre 2018, il termine temporale per la consegna dei beni di investimento ammessi al beneficio dell’iper-ammortamento, un provvedimento molto atteso dal mondo delle imprese. L’articolo 15 conferisce agli enti locali delle regioni del Sud, in via sperimentale, la facoltà di ottenere supporto tecnico e amministrativo da parte delle prefetture. L’articolo 15-quinquies autorizza un contributo alle province e alle città metropolitane per il finanziamento delle funzioni fondamentali, un contributo di complessivi 100 milioni per il 2018. Si tratta di una misura che era stata richiesta a gran voce da tutti e che interessa, in particolare, le province del Mezzogiorno.

L’articolo 16 reca previsioni volte al contrasto della marginalità sociale e volte a favorire l’integrazione in alcune aree del Mezzogiorno connotate da un’elevata concentrazione di migranti. L’articolo 16-ter ha la finalità di prevenire attentati terroristici del tipo di quello che si verificò a Nizza nel luglio scorso, senza, al tempo stesso, impedire o ostacolare il movimento di persone o turisti. Si crea, quindi, un sistema automatico per la detenzione dei flussi di merci in entrata nei centri storici delle città metropolitane attraverso la realizzazione in un ulteriore modulo della piattaforma logistica nazionale digitale.

Si ha in mente, in particolare, il centro storico della città di Palermo, capitale della cultura italiana 2018, e la città di Matera, capitale della cultura europea 2019. L’articolo 16-quinquies abroga la norma che impediva l’operatività di operatori come FlixBus, il che consente di connettere città come Bari, Napoli e tante altre a Roma o Milano o fra di loro per pochi euro. La norma rinvia a un provvedimento di riordino complessivo della materia. L’articolo 16-sexies introduce numerose norme a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici dell’anno scorso nel centro Italia.

In particolare, è stato posticipato dal 31 luglio 2017 al 31 dicembre 2017 il termine per la presentazione della documentazione relativa agli interventi di immediata riparazione. Secondo, è stata prorogata, fino al 28 febbraio 2018, la durata dello stato di emergenza. Terzo, sono stati assegnati agli enti locali interessati dagli eventi sismici spazi finanziari nell’ambito dei patti di solidarietà nazionale in misura pari alle spese sostenute per gli investimenti relativi alla ricostruzione. Quarto, sono stati stanziati 100 milioni di euro per assicurare la continuità dei lavori di smaltimento dei materiali derivanti dal crollo degli edifici. In ultimo, è stata disposta – può sembrare paradossale, ma è stata necessaria una norma – l’esenzione dalle imposte di successione sugli immobili distrutti.

Concludo, Presidente, con due considerazioni: la prima, le misure a favore del Mezzogiorno sono davvero rilevanti. Oltre a quelle di questo provvedimento, ricordo, in particolare, il credito di imposta per gli investimenti, il fatto che il super e l’iper-ammortamento sono misure nazionali, ma si sommano al credito d’imposta, la decontribuzione per le nuove assunzioni. La Commissione europea ha riconosciuto che siamo uno dei Paesi più virtuosi nell’utilizzo dei fondi europei: siamo al 24 per cento di impegni sulla programmazione 2014-2020. Da molti decenni non si vedeva una tale concentrazione di misure a favore del nostro Mezzogiorno. Secondo, qualcuno dice che ci sono tante iniziative, ma manca una visione paragonabile, secondo alcuni, a quella che ispirò uomini come Gabriele Pescatore, Pasquale Saraceno, Donato Menichella e tanti altri nei primi decenni del dopoguerra, ma il punto è che oggi i tempi sono diversi.

Esiste un tessuto produttivo, una società civile, una rete di autonomie locali dai quali non si può prescindere. Una programmazione dall’alto non può non tenere conto delle esigenze e delle potenzialità che esprimono i diversi territori; una programmazione interamente centralizzata non sarebbe più possibile, sarebbe velleitaria. La visione, oggi, la si costruisce passo passo, scandagliando i tanti e diversi territori del nostro Mezzogiorno, come ha fatto, in particolare, il Ministro De Vincenti nella costruzione dei patti territoriali in attuazione del masterplan. Dobbiamo creare le condizioni perché i giovani possano fare impresa al Sud e il Sud sappia attrarre investimenti dall’esterno. Una visione centralizzata o centralistica finirebbe per svilire le risorse umane e materiali che esistono nel nostro Mezzogiorno; su di esse dobbiamo costruire, avendo fiducia nelle loro potenzialità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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