“Per tagliare il cuneo fiscale si può sacrificare la cancellazione della seconda rata Imu” – Intervista a Giampaolo Galli su l’Huffington Post – 09/09/2013

Il blocco dell’aumento dell’Iva? “A rischio”. Il taglio del cuneo fiscale: “Auspicabile, anche a costo di sacrificare la cancellazione della seconda rata dell’Imu”. Giampaolo Galli, deputato Pd ed ex Direttore generale di Confindustria, di fronte al quotidiano susseguirsi di promesse di imminenti riduzioni di tasse cerca di riportare un po’ di ordine. “Dobbiamo essere consapevoli che tra Imu, Iva, Irap e cuneo fiscale non si può fare tutto”.

Il “patto di Genova”, con il documento congiunto di Confindustria e sindacati, ha creato una prima spaccatura tra Letta e Saccomanni. Il primo lo ha accolto con favore, l’altro lo ha giudicato “poco realistico”. Lei da che parte sta?
“Sono considerazioni di natura diversa. Quella di Letta è strettamente politica. E fa bene il premier a prestare attenzione al testo delle parti sociali. Saccomanni ha fatto un appunto tecnico, che poi è una continuazione di quello che c’è scritto già nel documento: le risorse sono limitate e vanno spese nella giusta direzione”.

Lei come valuta il documento?
“Ho apprezzato molto il richiamo iniziale alla governabilità. Non è secondario in un momento in cui ogni giorno si evocano possibili crisi di governo. Il messaggio delle parti sociali in questo senso è chiaro. C’è la consapevolezza dei rischi profondi che una crisi potrebbe portare all’economia”.

Confindustria e sindacati riaffermano ancora una volta la priorità del taglio del costo del lavoro. C’è lo spazio per soddisfare questa richiesta?
“Credo che anche in questo il documento non poteva essere più chiaro. Hanno fatto bene a parlare di priorità di taglio del cuneo fiscale, specificando che le scelte fatte in questi giorni hanno sottratto risorse preziose“.

Sta dicendo che non bisognerebbe ripetere l’errore di abolire l’Imu?
“Penso che la tassa sulla prima casa, ed è una mia personale opinione, avesse qualche problema ma andava bene. Era meglio tenersi l’Imu, magari lavorando sulle detrazioni, piuttosto che abolirla. Come facciamo a rassicurare i nostri partner europei che rimarremo nei vincoli quando cancelliamo una tassa presente in tutti i Paesi del Continente?”

C’è il rischio che per trovare le risorse per il cuneo fiscale si rimetta mano al provvedimento sull’Imu?
“Io auspico che il taglio del cuneo fiscale diventi la priorità, anche sacrificando la cancellazione della seconda rata. Ma è politicamente improbabile, per gli impegni che le forze della maggioranza hanno sottoscritto”.

Il viceministro dell’Economia Stefano Fassina ha detto che si dovrebbe reintrodurre l’imposta sul 5% delle case, è d’accordo?
“È una proposta ragionevole. Io sono favorevole a qualsiasi misura che ripristini, magari in maniera più efficiente ed equa, l’imposta. Ma dobbiamo tenere conto, ripeto, degli equilibri di governo e delle promesse che le diverse forze politiche hanno fatto in campagna elettorale”.

Le coperture del decreto Imu sono ancora molto incerte. L’accordo con Confindustria giochi sembra tutt’altro che scontato e anche il miliardo di Iva che dovrebbe arrivare dal rimborso dei debiti Pa non è assicurato. Crede che le reali coperture del provvedimento, al di là dei tagli, siano nella clausola di salvaguardia che alza accise e acconti Ires e Irap.
“Diciamo che io grazie alla clausola di salvaguardia considero quel provvedimento coperto. Al di là dei tagli, se tutto il resto fosse affidato alle altre due fonti (sanatoria giochi e Iva ndr) avrei forti dubbi”.

Vede la possibilità che in questa carenza di risorse possa essere sacrificato il blocco dell’aumento dell’Iva?
“Questa possibilità c’è, spero si riesca ed evitare. È evidente che se ancora si fatica a trovare le coperture per la cancellazione della prima rata Imu, figuriamoci cosa può succedere per l’Iva”.

A proposito, nel decreto Iva di giugno le coperture erano state trovate con l’aumento degli acconti Irpef e Ires. Per le imprese addirittura al 101%. Nella clausola di salvaguardia si prevede un ulteriore aumento. Si sta chiedendo un prestito forzoso alle imprese per pagare Iva e Imu?
“È un meccanismo assolutamente incongruo che non aiuta il sistema delle imprese, che peraltro ora non possono sapere se a novembre ci sarà un ulteriore aumento. Ma il problema è a monte, il Pdl non può chiedere tagli di tasse senza proporre tagli di spesa”.

Intervista di Flavio Bini.

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